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L’ultimo saluto all’11enne morto suicida, il padre ai figli: “Domani sorridete”

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Napoli - La basilica di santa Chiara

Napoli – La basilica di santa Chiara

Napoli – “Oggi piangiamo, domani sorridete”. Si rivolge ai figli, presenti in chiesa assieme alla madre, il padre dell’11enne morto suicida a Napoli, nel quartiere Chiaia, dopo un volo dal decimo piano del palazzo nella notte tra il 29 e il 30 settembre. 

Oggi, nella basilica di santa Chiara, l’ultimo saluto. A celebrare il funerale padre Vincenzo De Gregorio, più volte colto dalla commozione nel ricordare il ragazzino. Il sacerdote ha evidenziato il grande amore e l’unità che si respira nella famiglia colpita dalla tragedia e di come il piccolo, nato quando la mamma aveva 40 anni e i fratelli erano già grandi, era stato vissuto come un dono e centro di attenzione di tutta la famiglia. 

Solare, sempre allegro, pieno di vita e di gioia, nulla avrebbe lasciato intendere il dramma che dentro di sé stava vivendo. La procura di Napoli sta indagando per il reato di istigazione al suicidio. Secondo fino a quanto ora ricostruito l’11enne potrebbe essere caduto nella rete di un fenomeno web tanto ancora sconosciuto quanto pericoloso: Jonathan Galindo, un falso profilo social che costringerebbe i giovanissimi ad affrontare sfide sempre più dure e potenzialmente mortali. 

“Oggi è tempo di piangere e disperarci, dopo sarà il momento di accettare l’imponderabile. Sono un uomo di fede. Per questo sono così. Lui è con me. Non posso abbracciarlo ma lui c’è. Oggi piangiamo, domani – ha detto il padre dall’altare della basilica di santa Chiara, rivolgendosi ai figli – sorridete”. 

“Mi è stato chiesto: cos’è successo? Non lo so, fino alla cena con noi era felice. Posso dire che mio figlio era un puro come tutti i bambini. Da questa disgrazia ho imparato che esiste l’imponderabile, dobbiamo imparare ad accettarlo” ha aggiunto, come riferisce l’Adnkronos. “La vita non si misura con la durata – ha aggiunto – ma con l’intensità. Ha avuto una vita intensa e gioiosa. Gli anni sono un luogo comune, tanti bambini non hanno avuto gli 11 anni di felicità come li ha avuti mio figlio e da uomo di fede dico che allora va bene così”.


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