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“Montagne di rifiuti anche pericolosi e carcasse d’animali, un rischio per la salute”

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Viterbo - Chiara Frontini

Viterbo – Chiara Frontini

Viterbo - isola di prossimità in strada Montigliano

Viterbo – isola di prossimità in strada Montigliano

Viterbo - isola di prossimità in strada Montigliano

Viterbo – isola di prossimità in strada Montigliano

Viterbo - isola di prossimità in strada Montigliano - Carcasse di animali

Viterbo – isola di prossimità in strada Montigliano – Carcasse di animali

Viterbo – Montagne di rifiuti, anche pericolosi, probabilmente pure amianto, carcasse d’animali. L’isola di prossimità in strada Montigliano è in condizioni indecenti. E anche poco sicure. Al punto d’avere spinto 67 cittadini a inviare una diffida all’amministrazione comunale, per chiedere che la zona sia ripulita e i passaggi di raccolta immondizia intensificati.

Problema noto. Nel consiglio comunale straordinario, il sindaco Arena e il dirigente Monaco hanno spiegato che alle isole di prossimità non si differenzia come si dovrebbe e i cassonetti dell’indifferenziato si riempiono in fretta. Con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. La soluzione suggerita da palazzo dei Priori è non assecondare le cattive abitudini, quindi non aumentare il numero di passaggi per la raccolta perché quelli previsti nell’appalto ponte dovrebbero bastare, ma intervenire. Informazione e repressione.

Una spiegazione che non ha convinto molto l’opposizione, in particolare Chiara Frontini (Viterbo 2020), che dopo l’intervento in consiglio comunale è stata inondata da richieste d’intervento. Non soddisfa, poi, chi vivendo in zona deve sopportare cumuli di sacchi, ovvero sporcizia e animali che banchettano, con pericoli anche sanitari. Parte da questo la diffida sottoscritta da quasi 70 viterbesi, al sindaco Arena e per conoscenza anche ad Asl, vigili urbani, carabinieri e procuratore della repubblica. Con tanto di documentazione fotografica.

“Per rappresentare – si legge nella diffida – il grave stato di degrado ambientale in cui versa l’isola di prossimità 54, in località Montigliano. Il cumulo di rifiuti accatastati e non ritirati rappresenta un grave nocumento alla salute dei residenti, poiché si spandono miasmi insopportabili e costituisce un’attrazione pericolosa di animali vari (quali vespe, calabroni, topi, serpi…) e un intralcio alla viabilità, per lo spargimento di liquami e spazzatura dovuta alle intemperie e ad animali selvatici”.

C’è anche di peggio. “Si ricorda, altresì, la presenza di materiali contenenti probabilmente amianto, già segnalati più volte nel corso degli anni passati, che giacciono ormai sepolti sotto cumuli di spazzatura, terra e gli stessi bidoni di raccolta”.

Per questo: “Si diffida codesta amministrazione a voler far rimuovere tempestivamente tale stato di cose. Si fa istanza, inoltre, per la bonifica del sito, l’intensificazione dei giorni di ritiro, visto che i secchioni appena svuotati si ricolmano nuovamente in poche ore, denotando l’incapacità ad accogliere i numerosi (troppi) utenti che possono conferire all’isola di prossimità (strada Montigliano, Castellaccio, Ciavalletta, Tre Croci, del Diavolo, Sasso San Pellegrino, Tobiola”.

I cittadini chiedono anche telecamere di sorveglianza: “Per reprimere la condotta abituale illecita di ignoti nello scaricare abusivamente ogni genere di rifiuto (anche altamente pericoloso, tossico, inquinante)”. Quello che lamentano i residenti, è il calo da ferragosto, nel numero di passaggi per svuotare i secchioni. Divenuti insufficienti. Mentre chi getta in modo abusivo immondizia, continua con la stessa frequenza. Basterebbero telecamere fisse, oltre a raccolte più frequenti o in alternativa, come spiegano alcuni residenti, limitare i permessi.

“Come abbiamo dimostrato in consiglio comunale martedì scorso – ricorda Frontini – quanto scritto nel contratto si discosta di molto rispetto alla realtà. Vogliamo sapere come queste situazioni possano verificarsi: all’articolo 47 del capitolato è specificato che la ditta è tenuta a raccogliere i rifiuti entro 10 metri dall’isola di prossimità, anche nel caso di sacchetti rotti. Dove risiedono le responsabilità di questo scempio?

In chi non ottempera a quanto previsto dal contratto o in chi non controlla?

Di certo, a seguito del consiglio straordinario nel quale abbiamo sviscerato punto per punto il contratto, non intendiamo soprassedere. Quanto è previsto e pagato (caro) dai contribuenti deve essere attuato senza se e senza ma”.

Giuseppe Ferlicca


– “Cumuli di rifiuti alle isole di prossimità, “colpa” dei viterbesi che non differenziano…”


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