Viterbo – (sil.co.) – I carabinieri, che da qualche tempo lo stavano tenendo d’occhio, lo hanno arrestato il 7 settembre 2016 in un centro dei Cimini dopo che lui stesso aveva consegnato ai militari una scatola di cartone contenente 88 grammi di marijuana.
Imputato davanti al giudice Giacomo Autizi di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, ieri i presunto pusher è stato assolto.
Lo stupefacente era custodito all’interno di un armadio della camera da letto, dove l’uomo l’aveva messo ad essiccare. Quando è stato fermato sotto casa dai carabinieri per un controllo, mentre faceva rientro nell’abitazione in auto, addosso i militari non gli hanno trovato niente.
Sarebbe stato lo stesso imputato a condurre i militari nel seminterrato dove viveva con un cane di razza Rottweiler a indicare il nascondiglio della droga, consegnando loro la scatola di cartone con gli 88 grammi di stupefacente messo a essiccare.
Nel corso dell’operazione sono inoltre stati sequestrati anche due tocchi di hashish, del peso di mezzo grammo l’uno. E inevitabilmente è scattato l’arresto.
In casa del presunto spacciatore, però, come è emerso ieri durante il processo, non sono stati rinvenuti né bilancini di precisione, né sostanze da taglio, né coltelli intrisi, né ritagli di cellophane o altro che potesse far pensare a un’attività di confezionamento in dosi dello stupefacente.
Lo stesso militare che ha ricostruito le circostanze che hanno condotto all’arresto dell’imputato ha confermato al giudice come si tratti di un noto tossicodipendente della zona.
Il pm ha sottolineato come nella lista testi non fossero indicati i nomi di altri soggetti che potevano risultare decisivi per provare lo spaccio, motivo per cui ha chiesto prima ancora della difesa l’assoluzione dell’imputato, accordata dal giudice Autizi dopo una camera di consiglio lampo, durata appena una manciata di minuti.
