Viterbo – Ore 18. La campana suona. Per i bar, i ristoranti, le pasticcerie ed altri. Anche a Viterbo. “Non siamo noi gli untori”, dicono i commercianti. Ma è il decreto del governo di Giuseppe Conte. Per contrastare la diffusione del Covid. Mentre in Italia monta la rivolta. Un po’ ovunque. Da nord a sud. Un Paese sfiancato. Dalla malattia e dall’emergenza.
“La chiusura delle 18 – ha detto Renato Mazzi del ristorante la Chimera – la stiamo vivendo molto male. Così ci danno la mazzata finale. Non è questa la strada che ci dà ossigeno per andare avanti. Dentro il ristorante, come dentro il bar e la scuola, c’è una sicurezza. Il problema sono i trasporti. Gente accalcata una sopra all’altra. Gli untori non siamo noi. Noi abbiamo rispettato le regole fin dall’inizio”.
Viterbo – Renato Mazzi del ristorante la Chimera
La Chimera è un ristorante storico. Si trova in via della Volta buia. Per sopravvivere, ha esteso l’attività anche ai portici del convento di Santa Marta, valorizzandolo, come non era mai accaduto prima. Un valore aggiunto per la città di Viterbo.
“Nel nostro caso specifico – ha aggiunto Moreno Pierini della pasticceria Garibaldi, altro pezzo fondamentale dell’economia viterbese – non far entrare i clienti dopo le 18 è insensato. Non dovrebbero generalizzare e mettere nel calderone. Alle 18 di sera la giornata è quasi fatta. Ci siamo organizzati per l’asporto e per tutta la settimana. Fino alle 7 e mezza di sera. Speriamo che i danni finiscano qua, perché fino ad ora ne abbiamo subiti abbastanza”.
La pasticceria di via Garibaldi è un punto di riferimento per la città. A cavallo tra Porta Romana e Fontana Grande. Gentili, cortesi, affabili.
Viterbo – La chiusura dei locali alle ore 18
Il governo Conte ha deciso che alle 18 devono chiudere. Come bar e ristoranti. Come se il lockdown della scorsa primavera non bastasse. Come se un indennizzo, un bonus risolvessero tutto.
Viterbo – Andrea Perazzino del Bar Rodolfo
“Prima di tutto la salute – ha detto infine Andrea Perazzino del Bar Rodolfo -. E mi sta bene. Speriamo che funzioni, perché la situazione è grave. Non è giusto, che devo fare, se è così è così. Il problema sono i trasporti, lì sono ammassati come sardine, ma fanno chiudere a noi. Se non si fa il Natale il problema comincia ad essere serio veramente. Una situazione del genere non mi è mai capitata”.
Viterbo – Moreno Pierini della Pasticceria di via Garibaldi
“Vedi caro…”. Andrea Perazzino inizia così ogni suo discorso. Ti mette a tuo agio, come faceva suo padre, Rodolfo, scomparso qualche mese fa. Pianto da tutti, da tutta Viterbo. Una città dove, per il momento, lo scoramento, e la pazienza, prevalgono. Una città gentile, che ieri sera ha chiuso bottega. Senza, però, rendersi conto del perché…
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: La chiusura alle 18 – Video: “Non siamo noi gli untori…”



