Viterbo – Omicidio Arcuri, oggi l’interrogatorio protetto del figlioletto di Andrea Landolfi. E’ il bimbo di sette anni che, dopo avere raccontato alla madre, che lo ha registrato, di essere stato sveglio quando Sestina è caduta dalle scale, avrebbe mimato davanti al pm Franco Pacifici con un pupazzo di Topo Gigio il gesto del padre che la lanciava dalle scale urlando come Tarzan.
Il piccolo sarà sentito nel pomeriggio, mentre stamattina, salvo imprevisti, saranno sentite la madre ed ex compagna dell’imputato Giorgia Brizi, 26 anni, e la psicologa forense Daniela Viggiano presente al primo ascolto.
La testimonianza del bambino è il tassello mancante al puzzle dell’accusa nell’ambito del processo che dovrà stabilire se Maria Sestina Arcuri sia davvero caduta dalle scale per una tragica fatalità come sostiene la difesa o sia stata spinta di sotto dal fidanzato, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 a Ronciglione, dove la coppia stava trascorrendo il weekend col figlioletto di lui di 5 anni assieme alla nonna ottantenne Mirella Iezzi, che ha sempre sostenuto l’innocenza del nipote.
La testimonianza del figlioletto, raccolta dal pm Franco Pacifici alla presenza di una psicologa ma non cristallizzata in sede di incidente probatorio, sarebbe stata tra gli elementi decisivi che hanno convinto la cassazione a far scattare, sette mesi dopo il delitto, il 25 settembre dell’anno sorso, l’arresto di Landolfi, il pugile e operatore sociosanitario romano 31enne, cresciuto nel quartiere Africano, contro il quale, secondo il gip del tribunale di Viterbo Francesco Rigato, a distanza di un mese dalla morte di Sestina, non c’erano invece così gravi indizi, tanto da spingerlo a rigettare la richiesta di misura di custodia cautelare avanzata nel giro di poche settimane dalla procura.
Fatto sta che Landolfi è in carcere ormai da tredici mesi e a processo da gennaio davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone con l’accusa di omicidio volontario e anche di omissione di soccorso perché, nonostante la gravità delle condizioni della vittima, si sarebbe deciso a chiamare i soccorsi solamente all’alba della mattina successiva rendendo vai i tentativi di salvare la vita alla parrucchiera 26enne originaria della Calabria con cui conviveva da pochi mesi, deceduta due giorni dopo all’ospedale di Belcolle a causa delle gravissime lesioni riportate alla testa schiantandosi sul pavimento.
Tribunale blindato per il teste chiave
Ha appena sette anni il teste chiave della procura. Ne aveva soltanto cinque nel 2019, quando avrebbe assistito alla caduta dalle scale di Maria Sestina Arcuri, verso le due della notte tra domenica 3 e lunedì 4 febbraio 2019, dopo avere trascorso la serata con il padre e la fidanzata, prima in pizzeria e poi al pub, cantando al karaoke. Nel frattempo sono trascorsi quasi due anni e il bambino è passato dall’asilo alle elementari.
L’audizione in forma protetta del minore è prevista alle ore 15, non nell’aula di corte d’assise, ma in un altro ambiente del tribunale, dove, alla presenza di una psicologa, le domande gli saranno poste dal presidente Mautone con tutte le cautele possibili per evitare traumi al piccino.
Il pm Pacifici, gli avvocati di parte civile Vincenzo Luccisano e Gianluca Fontana e i difensori Serena Gasperini e Daniele Fabrizi potranno anche loro fare domande, da consegnare in forma scritta al cancelliere che provvederà a recapitarle al giudice Mautone, il quale farà da filtro, ponendole lui al bambino.
In camera di consiglio, oltre alla psicologa, saranno solo i due magistrati togati, il giudice Mautone e il collega Roberto Colonnello. Tutte le altre parti, compresi i sei giurati popolari, resteranno in aula, da dove potranno seguire l’interrogatorio in videconferenza.

