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Omicidio Arcuri, il figlioletto di Andrea Landolfi testimone contro il padre

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Ronciglione - Il pm Franco Pacifici e gli ufficiali dei carabinieri sul luogo della tragedia

Il pm Franco Pacifici (a destra) con gli ufficiali dei carabinieri sul luogo della tragedia

Daniele Fabrizi e Serena Gasperini

I difensori Daniele Fabrizi e Serena Gasperini

Nonna Mirella all'entrata del tribunale col difensore Fontana

Mirella Iezzi, nonna dell’imputato, all’entrata del tribunale col difensore Gianluca Fontana

Caterina Acciardi e Vincenzo Luccisano

La mamma di Sestina, Caterina Acciardi, in tribunale con l’avvocato Vincenzo Luccisano

Ronciglione – Omicidio Arcuri, testimone contro il padre il figlioletto di Andrea Landolfi. 

Il bimbo, che ora ha sette anni, è considerato un teste chiave dell’accusa. Davanti al pm avrebbe mimato con un pupazzo il genitore che lanciava dalle scale Maria Sestina Arcuri.

E’ stata un’udienza lampo quella di ieri del processo in corso davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone al pugile romano 31enne accusato dell’omicidio della fidanzata, la parrucchiera 26enne originaria della provincia di Cosenza precipitata dalle scale di casa della nonna dell’imputato, in via Papirio Serangeli a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019. 

Le parti hanno concordato sull’acquisizione dei verbali delle sommarie informazioni, senza sentire in aula le tre testimoni in programma, che erano comunque tutte presenti in tribunale: una collega di lavoro della vittima, un’amica della sorella e della madre dell’imputato e la responsabile del centro di recupero di Morlupo dove Andrea è stato ospitato dalla morte di Sestina al giorno dell’arresto, il 25 settembre dell’anno scorso.

Contestualmente è stato deciso che la prossima udienza, quella del 19 ottobre, sarà tutta dedicata al figlioletto che l’imputato non vede ormai da quasi due anni.

La mattina sarà interrogata la madre, Giorgia Brizi, 26 anni, in merito ai rapporti con Landolfi durante la convivenza, ai rapporti con Maria Sestina e al racconto fatto dal bambino di quanto accaduto la notte della tragedia (secondo la difesa) o del delitto (secondo la procura). A seguire, sempre durante la mattinata, sarà sentita la psicologa forense Daniela Viggiano, che ha assistito il minore durante l’interrogatorio da parte del pm Pacifici. 

 Nel pomeriggio, alle ore 15, sarà la volta dell’interrogatorio in forma protetta del minore che non sarà nell’aula di corte d’assise, ma in un altro ambiente del tribunale, dove, alla presenza di una psicologa, le domande gli saranno poste dal presidente Mautone.

Il pm Pacifici, gli avvocati di parte civile Vincenzo Luccisano e Gianluca Fontana e i difensori Serena Gasperini e Daniele Fabrizi potranno anche loro fare domande, da consegnare in forma scritta al cancelliere che provvederà a recapitarle al giudice Mautone, il quale farà da filtro, ponendole lui al bambino. 

In camera di consiglio, oltre alla psicologa, saranno solo i due magistrati togati, il giudice Mautone e il collega Roberto Colonnello. Tutte le altre parti, compresi i sei giurati popolari, resteranno in aula, da dove potranno seguire l’interrogatorio in videconferenza. 

Silvana Cortignani

 


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