Varsavia – Una nuova stretta alla legge sull’aborto in Polonia.
La Corte costituzionale polacca ha vietato l’aborto anche in caso di gravi malformazioni del feto. Si trattava di uno dei pochi casi in cui la costituzione consentiva alle donne di interrompere la gravidanza.
D’ora in poi l’aborto sarà consentito solo in caso di incesto, stupro o minaccia alla salute della madre, che, stando a quanto riporta l’agenzia Reuters corrisponderebbe solo al 2% dei casi registrati negli ultimi anni. Si tratta di una delle leggi più stringenti in Europa.
La legge è stata voluta dal partito di governo Partito della legge e della giustizia e ha ricevuto il sostegno del premier Duda. “La legislazione che finora lo consentiva era incompatibile con la Costituzione – ha spiegatoJulia Przylebska, presidente della Corte costituzionale -, che tutela il diritto alla vita”. La sentenza è stata approvata con 11 voti favorevoli e 2 contrari.
“Mettere all’ordine del giorno – è intervenuto Donald Tusk, ex primo ministro polacco – la questione dell’aborto e la decisione di un tribunale pseudo-giudiziale nel bel mezzo di una pandemia dilagante è più che cinico”.
“La sentenza equivale a un divieto di abortire – ha chiarito la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic – e viola i diritti umani”.
Alessio Bernabucci
