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Salta l’esame del figlio di Landolfi – La madre: “Non è in grado di rendere testimonianza”

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Giallo di Ronciglione - La criminologa Roberta Bruzzone con gli avvocati Serena Gasperini e Gianluca Fontana

Giallo di Ronciglione – La criminologa Roberta Bruzzone con gli avvocati Serena Gasperini e Gianluca Fontana

Ronciglione – Giallo di Ronciglione, salta l’audizione protetta del figlio di sette anni di Andrea Landolfi. In aula, per la prima volta, c’era anche la criminologa Roberta Bruzzone. 

Il colpo di scena all’inizio dell’udienza di oggi del processo per omicidio volontario e omissione di soccorso al pugile 31enne romano accusato della morte della fidanzata Maria Sestina Arcuri precipitata la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 dalle scale di casa della nonna del giovane, a Ronciglione, dove la coppia stava trascorrendo il weekend.

Il bimbo, che all’epoca aveva cinque anni, sarebbe stato l’unico testimone assieme alla bisnonna ottantenne Mirella Iezzi, che ha sempre sostenuto la versione dell’incidente fornita dal nipote, dicendo anche che il bambino in quel momento dormiva.

Era invece sveglio secondo il pm Franco Pacifici, al quale pochi giorni dopo la madre del piccolo ha fornito i file di due registrazioni fatte in casa, in cui il figlioletto le diceva di essere stato effettivamente sveglio e di avere visto il padre “lanciare” Sestina dalle scale.

Fatto sta che il 27 febbraio di due anni fa il pubblico ministero ha sentito il piccolo, interrogato in modalità protetta dalla psicologa Daniela Viggiano, cui avrebbe confermato il lancio della vittima. Un interrogatorio di due ore e mezza cui non ha fa fatto seguito alcun incidente probatorio, contestato dai difensori Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, secondo i quali il piccolo, avendo fornito 3-4 versioni differenti, tanto più essendo presente la madre, non sarebbe da considerare attendibile. 



Questa mattina la donna, Giorgia Brizi, 26 anni, ex convivente di Landolfi, avrebbe dovuto anche lei essere sentita, ma tutte le parti hanno concordato di acquisire le sommarie informazioni rilasciate durante le indagini preliminari nel corso di tre interrogatori del pm, il 18 e 27 febbraio 2019 e poi di nuovo il 9 luglio 2019.

E per l’appunto avrebbe dovuto essere sentito il bambino. Ma proprio la madre, tramite il suo legale, l’avvocato romano Barbara Nardelli, ha fatto pervenire nei giorni scorsi al tribunale una nota in cui, come ha spiegato il presidente della corte d’assise Gaetano Mautone: “Rappresenta che il minore non è in grado di rendere testimonianza a causa del disturbo post traumatico da stress, che gli ha provocato un radicale cambiamento nel comportamento e potrebbe avere compromesso il suo sviluppo psico-emotivo”. 

Anche in questo caso, tutte le parti hanno concordato che il piccino non dovesse essere sentito, rinunciando alla testimonianza, che era prevista nel pomeriggio. E’ stata quindi sentita soltanto la psicologa Viggiano, che a suo tempo gli ha posto le domande concordate col pm Pacifici, sottoposta a un durissimo controesame dalla difesa. 

In aula, per la prima volta, era presente anche la criminologa Roberta Bruzzone, consulente degli avvocati Fabrizi e Gasperini. 

Per stringere i tempi, al termine, sono state fissate altre due udienze. Si torna in aula il 25 novembre e il 17 dicembre. 

Silvana Cortignani


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