Viterbo – Talete condannata in appello al risarcimento delle spese per il dearsenificatore che una impresa è stata costretta a installare a causa delle ordinanze di non potabilità dell’acqua.
Davide contro Golia. La sentenza d’appello ha visto infatti da un lato un bar gelateria del capoluogo rappresentato dall’avvocato Luigi Padovan, dall’altro Talete, regione Lazio, Ato 1, provincia di Viterbo e ministero dell’Ambiente.
“L’ammontare del risarcimento – spiega Padovan – può andare da circa 2500 euro come nel caso del bar in questione, fino ad arrivare a diverse migliaia per gli impianti più grandi in casi del tutto analoghi a quello deciso”.
Viterbo – L’avvocato Luigi Padovan
Il giudice d’appello ha infatti riconosciuto in primo grado, in favore del bar, un danno patrimoniale specifico di cui l’impresa ha fornito prova documentale. Ad esempio la fattura relativa all’acquisto e all’installazione del dearsenificatore.
Viterbo – Gli uffici della Talete in viale Romiti
“Il giudice di primo grado – prosegue l’avvocato Padovan – aveva rilevato l’esistenza di un contratto di somministrazione tra le parti del giudizio, in forza del quale Talete eroga, nella sede del bar di piazza delle Erbe, acqua contenente arsenico e fluoruri. Quindi non potabile né idonea all’uso alimentare, né utilizzabile per la necessaria pulizia e preparazione delle sostanze destinate agli alimenti, gelato e prodotti di caffetteria.
Tutto ciò ha determinato un inadempimento nell’esecuzione del contratto del quale è stata tenuta a rispondere la parte odierna appellante, quale controparte contrattuale.
Pertanto, ritenuta la non potabilità dell’acqua somministrata da Talete presso il bar in questione e avendo Talete stessa mancato a un preciso obbligo contrattuale, la gelateria di piazza delle Erbe ha ottenuto il risarcimento”.
“Eravamo fiduciosi – ha concluso Padovan – e siamo molto soddisfatti dell’esito del giudizio. Almeno questa volta una impresa non pagato di tasca propria le inerzie e gli errori altrui”.
Daniele Camilli

