Viterbo – L’Arci scende in piazza e chiede “al comune di Viterbo e alla regione Lazio un fondo di emergenza per gli affitti delle associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato. Per permetterne la sopravvivenza”.
A farsi portavoce della richiesta è Marco Trulli, presidente di Arci Lazio e uno degli operatori culturali più importi del territorio della Tuscia.
“Chiediamo al governo – ribadisce Trulli – interventi immediati sul piano dei ristori, al momento non sono previsti per le associazioni non lucrative che possiedono solo codice fiscale, e agli enti locali un fondo, comune e regione Lazio, di emergenza per gli affitti delle associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato per permetterne la sopravvivenza”.
Viterbo – Il presidente di Arci Lazio Marco Trulli
Oggi Marco Trulli sarà a Roma in piazza Montecitorio con i circoli di Roma e del Lazio. Domani, sarà invece la volta di Viterbo, all’interno del mercato contadino in piazza della Polveriera con un banchetto di tesseramento straordinario a sostegno del circolo Il Cosmonauta. Importante punto di riferimento per il quartiere di Pianoscarano, costretto anche lui a chiudere.
Viterbo – Palazzo dei Priori
“Il 30 ottobre – spiega Trulli – l’Arci, a livello nazionale, ha indetto ‘Curiamo la socialità’, una mobilitazione dei circoli e delle basi associative, per rivendicare la necessità di riconoscimenti e sostegni, a seguito della chiusura della gran parte delle attività sociali e culturali stabilita dal Dpcm del 24 ottobre e della circolare interpretativa del 25. Secondo il Dpcm – prosegue Trulli – i circoli culturali e ricreativi non possono stare aperti, a differenza di bar e ristoranti, facendo venire a mancare un presidio di socialità e di riferimento per il territorio. La chiusura di oltre 4 mila circoli Arci in Italia, come quella di teatri, cinema, centri culturali, è un colpo durissimo per la società e segna un momento drammatico anche per i tanti lavoratori e le tante lavoratrici della cultura e della socialità. I circoli hanno una funzione di risposta alla solitudine, di mutualità e di sostegno alle fragilità, oltre a quella di promuovere socialità e cultura in maniera diffusa”.
Roma – La sede della Regione Lazio
Arci ha svolto un ruolo fondamentale per tutto quanto il periodo del lockdown della scorsa primavera e per tutta quanta la fase successiva. Ha dato assistenza, distribuito pacchi alimentari, mascherine, tradotto in decine di lingue la normativa dell’emergenza e dato assistenza a chiunque. Contando quasi sempre sulle proprie forze. Un vero e proprio presidio democratico.
“Siamo stati chiusi ma proattivi durante la prima emergenza – sottolinea infatti Trulli – con distribuzione di mascherine, di pacchi solidali e di sportelli di consulenza legale a distanza, oppure continuando in sicurezza i progetti di accoglienza e solidarietà. Ma siamo stati i primi ad essere stati chiusi e gli ultimi a riaprire, assimilati concettualmente e in maniera semplicistica alla cosiddetta movida. Ci rendiamo conto benissimo della situazione, ma chiediamo di poter continuare a svolgere, nel rispetto delle prescrizioni anticovid, le attività di educazione, di assistenza, di formazione e solidarietà nei nostri circoli, di poter stare aperti fino ad eventuali nuove disposizioni maggiormente restrittive, nel rispetto delle normative anticontagio”.
Daniele Camilli


