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Via libera al decreto Ristori, il ministro Gualtieri assicura: “Sussidi entro il 15 novembre”

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Locali chiusi

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Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri

Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri

Roma – E’ terminato dopo circa un’ora il consiglio dei ministri che ha approvato il il dl Ristori. Via libera, dunque, a sussidi e aiuti per le categorie più colpite dalle restrizioni anti-Covid, contenute nel nuovo dpcm, in vigore da lunedì scorso.

Il “pezzo forte” del decreto sul tavolo del Consiglio dei ministri del pomeriggio saranno i ristori a fondo perduto e arriveranno “in tempi record entro il 15 novembre”, avrebbe inoltre detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, risultato negativo al tampone effettuato questa mattina, in seguito alla positività del ragioniere generale dello stato Biagio Mazzotta, con cui era entrato in contatto. 

Stando alle prime bozze, il contributo potrebbe raggiungere il 400%, cioè quattro volte tanto, di quanto ricevuto nei mesi passati per discoteche, sale da ballo e night club. Per altre categorie di imprese, come piscine, palestre, fiere, enti sportivi, terme, centri benessere il nuovo beneficio dovrebbe valere il 200% del contributo a fondo perduto avuto ad aprile. Stessa percentuale anche per stadi, cinema, parchi divertimento e sale bingo.

Ancora da limare i contributi per bar e ristoranti che dovrebbero comunque oscillare tra il 150% e il 200% di quanto già incassato. Ristori al 150% sarebbero invece previsti per per alberghi, affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna. Per tassisti e Ncc l’indennizzo sarebbe invece del 100%, cioè la stessa somma già ricevuta in primavera.

Il meccanismo per garantire gli indennizzi sarebbe quello giù usato per il dl Rilancio: contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle entrate con bonifico automatico sul conto corrente entro la metà di novembre. Secondo una prima stima, sono oltre 325mila le imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro e codice Ateco che rientra nella categorie che sono state fermate dal Dpcm (quindi ristoranti, gelaterie, bar, pasticcerie, catering, centri termali, attività legate a feste e cerimonie, attività sportive e stabilimenti termali) che riceveranno il nuovo contributo a fondo perduto. Di questi, 91.625 sono i nuovi beneficiari che si aggiungono alle 234.065 imprese delle stesse categorie che hanno già ricevuto il ristoro previsto dal dl Rilancio. 

Gli importi dovrebbero essere differenziati, dando priorità in termini di valore del sostegno, alle attività che saranno chiuse rispetto a quelle che potranno rimanere aperte fino alle 18. “Ci sarà una differenziazione tra chi terrà aperto fino alle 18 e chi sarà bloccato h24”, ha spiegato il viceministro Antonio Misiani. 

L’altro pilastro del decreto è la proroga della cassa integrazione per sei settimane, che dovranno essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 e riguardano tutte le attività che hanno richiesto le nove settimane aggiuntive previste nell’ultimo decreto agosto, ed è gratuita, quindi interamente a spese dello stato, per le attività interessate direttamente dall’ultimo dpcm.

Il provvedimento introduce uno stop ai pignoramenti immobiliari fino a fine anno e stanzia poi 30 milioni di euro per consentire a medici di base e pediatri di eseguire “tamponi antigenici rapidi”. Sul fronte dei diritti dei consumatori si prevede poi che chi ha acquistato biglietti per spettacoli dal vivo avrà diritto a un voucher come rimborso dall’entrata in vigore del dl ristori fino al 31 gennaio 2021.

Nel decreto è prevista un’indennità da 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo, inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato, nonché gli stagionali degli altri settori, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera. Lo spiega la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, sottolineando che si tratta di “quelle categorie a cui la pandemia finora ha imposto i sacrifici più grandi e che senza il nostro intervento sarebbero rimasti privi di ogni sostegno”.


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