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Acquapendente il comune più a rischio frane, Orte quello a rischio idraulico

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L'alluvione a Orte nel 2012

L’alluvione a Orte nel 2012

Acquapendente - La frana di un costone

Acquapendente – La frana di un costone

Acquapendente – Acquapendente è il comune della provincia di Viterbo più esposto al rischio frane, mentre Orte è quello dove è più alto il rischio idraulico. Ecco, in sintesi, quanto emerge dalle statistiche pubblicate nella mappa delle alluvioni e delle frane d’Italia di Infodata.

La ricerca, che riprende i dati dell’Ispra, si estende fino al dettaglio comune per comune su tutto il territorio nazionale.

Per quanto riguarda le frane, nella provincia di Viterbo Acquapendente è il comune considerato più pericoloso. Circa il 23% della sua superficie complessiva è classificato a rischio frane 3 e 4, cioè i livelli più alti. E in queste aree si trova l’8% della popolazione e quasi il 12% degli edifici.

Percentuali simili ma dalle implicazioni forse anche peggiori a Carbognano, dove il 20% della superficie comunale è a rischio frana 4. Un rischio che, però, riguarda il 62,3% della popolazione, il 58,4% degli edifici e il 56,6% delle imprese.

Restano sopra al 10% anche Castiglione in Teverina (13,5%), Bassano in Teverina (11,9%), Proceno (11,4%), Cellere (11%), Bagnoregio (10,8%), Celleno (10,7%), Lubriano (10,4%) e Latera (10,4%).

Per quanto riguarda la mappa del rischio idraulico della provincia, invece, si seguono principalmente il corso del fiume Tevere e il litorale. Secondo i dati di Infodata, il 16,5% del territorio del comune di Orte è esposto al massimo livello del rischio idraulico, classificato come 3. In quest’area insistono il 5,7% della popolazione, il 9,7% dei beni culturali, il 7,1% delle imprese e il 6,9% degli edifici.

Rischio idraulico 3 per il 13,1% della superficie di Bomarzo, ma senza particolari implicazioni di rischio per la popolazione (solo lo 0,6% è coinvolto). Situazione pressoché identica nel vicino comune Graffignano, dove comunque l’11,3% del territorio è a rischio 3.

Spostandosi verso il mare, il comune di Tarquinia ha l’8,7% della superficie a massimo rischio idraulico. Un’area dove si trovano il 4,5% della popolazione, il 9,1% degli edifici e l’11,5% delle imprese. A Montalto di Castro l’8,3% di area a rischio 3 coinvolge il 2,2% della popolazione, il 7% delle imprese e il 7,2% degli edifici.

Alessandro Castellani


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