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“Appena possibile il dipinto del ‘700 sarà nuovamente visibile”

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Viterbo - Il dipinto della Trinità in via Saffi

Viterbo – Il dipinto della Trinità in via Saffi

Viterbo - Il dipinto della Trinità in via Saffi

Viterbo – Il dipinto della Trinità in via Saffi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il condominio di via Saffi, civv. 75-77-79, ritiene opportuno e utile rispondere a quanto pubblicato da Tusciaweb il 1 novembre scorso nell’articolo “Il dipinto del ‘700 ‘scomparso’ in via Saffi…” a firma Daniele Camilli. Integriamo quindi quanto anticipato in maniera puntuale nella lettera del restauratore incaricato Emanuele Ioppolo, da voi pubblicata il 2 novembre scorso “Il dipinto del ‘700 “scomparso” sta per essere restaurato”.

Diciamo subito che l’affresco in questione non è in pericolo, né tanto meno scomparso. 

Sin dal 2019 il condominio ha voluto provvedere al rifacimento della facciata dell’intero edificio e ha pertanto chiesto e ottenuto l’autorizzazione della competente Sovrintendenza. La volontà di dare una nuova e più pulita veste all’edificio – sollecitata anche da un precedente articolo del Camilli dell’11 gennaio 2019 – si lega al desiderio di contribuire a un generale recupero di via Saffi, in primis dal punto di vista estetico, ma anche economico e culturale.

Con la stessa Sovrintendenza, nella persona del funzionario Luisa Caporossi, sono state definite le modalità di recupero dell’affresco in questione, che al termine di una selezione di candidature è stato assegnato alle competenze professioniali di E. Ioppolo. Seguendo le indicazioni del restauratore si è provveduto immediatamente alla protezione dell’affresco tramite le tavole di legno che hanno attirato l’attenzione del vostro inviato. Tale protezione si è resa necessaria per escludere alcun rischio alla integrità dell’affresco durante i lavori della facciata e la sostituzione del vicino discendente. 

I lavori in questione sono stati pagati interamente dal condominio e ciò va ulteriormente a dimostrare le nostre buone intenzioni e la nostra correttezza. Probabilmente l’articolo di Camilli avrebbe avuto altro tono e altra finalità se solo si fossero preventivamente contattati i condomini.

É opportuno a questo punto rendere noto i motivi per cui le tavole sono ancora a coprire l’affresco. Durante l’accurato intervento preliminare del restauratore si è constatato infatti come una serie di cavi elettrici e i loro ganci di ancoraggio fossero stati apposti alla parte inferiore dell’affresco, danneggiandolo. Questa situazione ha provocato una battuta d’arresto all’avvio del vero e proprio intervento di restauro conservativo in quanto la Soprintendenza ha giustamente richiesto la rimozione dei suddetti cavi. Dopo lunghe ricerche si è appurato che alcuni dei cavi in questione fossero di competenza dell’Enel, mentre altri del comune di Viterbo. 

A seguito di laboriosi contatti scritti e telefonici, e di alcuni sopralluoghi congiunti, l’Enel ha infine rimosso i suoi cavi. Siamo invece ancora in attesa di un riscontro da parte del comune e quindi di un suo intervento per liberare l’affresco. Soltanto allora si potrà procedere. In ogni caso, dovendosi attendere per ovvi motivi tecnici i mesi a basso rischio di pioggia, il restauro verrà auspicabilmente eseguito in primavera, sperando che prima di allora il comune abbia provveduto alla rimozione dei cavi. Durante i lavori verrà affisso un pannello con le informazioni sull’affresco e sull’intervento di restauro. Pannello informativo che, se la Soprintendenza e il comune vorranno, potrà rimanere anche dopo la conclusione dei lavori rispondendo alle curiosità di residenti e turisti.

Contrariamente a quanto paventato nel vostro recente articolo siamo quindi lieti di confermare che l’affresco è stato protetto con cura da professionisti e che appena possibile sarà nuovamente reso al pubblico godimento. Speriamo che nonostante le ingiurie del tempo e degli uomini l’affresco dello Spirito Santo possa ancora risultare leggibile, anche se forse mutilo dell’epigrafe ricordata dallo Scriattoli (Viterbo nei suoi monumenti, p. 233), “Per grazia ricevuta di male contagioso, 1657”. Non rimane che aspettare speranzosi e credere che da questa incresciosa situazione via Saffi e il centro storico di Viterbo possano uscirne arricchiti e valorizzati. 

Il condominio di Via Saffi,  civv. 75-77-79


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