Arlena di Castro – Coronavirus, Arlena di Castro è il primo comune della Tuscia a tornare Covid-free in questa seconda ondata della pandemia.
Ieri, venerdì 27 novembre, la Asl ha comunicato la guarigione dell’ultimo cittadino ancora infetto. “Ora – commenta il sindaco Publio Cascianelli – abbiamo zero casi di positività e zero casi di quarantena: non succedeva dal 19 ottobre”.
Fino ad allora mai toccato dal virus, in questi quaranta giorni Arlena ha registrato un totale di diciannove contagi. “Sono state settimane intense – ricorda Cascianelli -, piene di preoccupazioni e pensieri. Solo una grande forza di volontà, un grande senso di responsabilità e un rigoroso rispetto delle regole, hanno permesso alla nostra comunità di contenere i contagi e di uscire da una fase che sembrava avviarci a dover registrare numerosi casi. Ma dopo poco più di un mese possiamo tirare un sospiro di sollievo per tutti i nostri concittadini che si sono negativizzati e che sono tornati alla vita normale, di tutti i giorni”.
Arlena è un piccolo comune di poco più di ottocento abitanti, uno dei quali (una donna di 74 anni) a inizio novembre è rimasto vittima del Covid. “Il nostro pensiero – afferma Cascianelli – non abbandonerà mai l’unica concittadina che purtroppo non ce l’ha fatta e la sua famiglia, a cui rinnoviamo le più sentite condoglianze”.
Ora per il paese inizia una seconda fase. “Oggi – spiega Cascianelli – stiamo affrontando il nostro vivere quotidiano con più tranquillità, sicuramente in modo diverso dai primi giorni di ottobre quando abbiamo iniziato a registrare i primi casi. Ma questo non significa che il virus non circoli più o che sia scomparso”.
L’invito è continuare a non abbassare la guardia, affinché il Covid non torni ad Arlena.
Il sindaco Cascianelli infine rivolge un pensiero a chi è in prima linea nella lotta al Coronavirus. “Tutto il personale medico e paramedico impegnato in questa battaglia sanitaria e sociale sta dando tanto in termini di professionalità e disponibilità al nostro paese Italia, tralasciando i propri interessi e mettendosi al servizio della comunità con grande senso civico e noncurante dell’angoscia e della paura di ammalarsi o di trasmettere la malattia ai propri familiari, come, purtroppo, già troppe volte accaduto con il pedaggio del prezzo più alto”.
Raffaele Strocchia
