- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Autista schiacciato dal portello della cisterna si era arrampicato sul camion per lavarlo”

Condividi la notizia:

Carabinieri e 118

Sul posto carabinieri , vigili del fuoco, 118 e eliambulanza

Civita Castellana – (sil.co.) – Autista schiacciato dal portello della cisterna, a processo per omicidio colposo il datore di lavoro. Il drammatico incidente è avvenuto quattro anni fa, mentre la vittima stava lavando il camion.

La tragedia risale al pomeriggio del 24 maggio 2016 quando Paolo Pinto (questo il nome della vittima, un quarantenne romano dipendente di una ditta di Guidonia, sposato a  padre di due figli) stava lavando l’autocisterna presso un’azienda che tratta rifiuti speciali in via Monticelli, a Civita Castellana. 

Sul posto sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco, 118 e anche l’eliambulanza, ma per il poveretto, morto sul colpo, non c’è stato niente da fare. Immediata l’apertura di un fascicolo per omicidio colposo da parte della procura, con la pm Paola Conti che ha disposto l’autopsia, iscrivendo il datore di lavoro nel registro degli indagati. Davanti al giudice Silvia Mattei è in corso il processo che dovrà chiarire la dinamica dell’incidente, stabilire se si poteva prevenire e se Pinto stesse lavorando in sicurezza e fosse dotato di tutte le attrezzature necessarie.

Ieri sono stati sentiti l’ingegnere che ha svolto i primi accertamenti, nell’immediato, durante il sopralluogo della Asl, e alcuni dipendenti della ditta, tra cui un ex autista e l’operaio compagno di squadra di Pinto, che però quel giorno stava lavorando nel magazzino di Guidonia. 

“La tragedia è stata il frutto di una serie di circostanze malevole. L’operatore deve essere scivolato, spingendo inavvertitamente coi piedi la leva che stava sullo stesso pianale d’appoggio di ferro dove era salito per arrampicarsi fino alla cisterna per lavarla con la pompa. Il maldestro azionamento della leva ha provocato la tragedia”, ha spiegato il consulente. 

“Per salire sulla botte, durante le operazioni di lavaggio – ha spiegato l’ex autista – ci arrampicavamo sul camion con la forza delle braccia, fino al piccolo pianale di ferro, che usavamo come appoggio per entrare dentro la botte. Oppure salivamo da davanti aiutandoci con una scaletta, se c’era. La pulizia era rimessa ai conducenti dei mezzi, e spesso ci aiutavamo con l’operaio. Pinto era autista e anche addetto alla manutenzione delle botti, aveva fatto dei corsi specifici e lavorava da anni nell’azienda, per cui era esperto”. 

Ultimo testimone l’operaio che faceva solitamente squadra con la vittima, che però il giorno dell’infortunio mortale sì era rimasto a Guidonia per lavorare in magazzino. 

Il processo, dove non si sono costituiti parte civili gli eredi del quarantenne, riprenderà il 2 dicembre. 


Articoli: Operaio schiacciato, indagato il datore di lavoro – “Ancora un’altra vittima spezzata sul lavoro” – 40enne muore schiacciato dal portellone del camion


Condividi la notizia: