Ronciglione – (sil.co.) – In auto a zig zag, nega di aver bevuto e dà un’altra versione: “Ero fermo e stavo dormendo”.
I carabinieri lo hanno affiancato per farlo accostare nel cuore della notte, dopo che una coppia di giovani ha chiamato il 112 per denunciare la presenza di un’utilitaria che procedeva a zig zag lungo il tratto urbano della provinciale, sbandando e sbattendo sulle auto parcheggiate nei pressi del supermercato. Per i militari, il conducente era alla guida in stato di ebbrezza della sua Fiat Panda di colore bianco.
E’ successo verso la mezzanotte del 28 maggio 2016 a Ronciglione. Protagonista un uomo sulla cinquantina finito sotto processo, pur essendosi rifiutato di sottoporsi all’etilometro o ad altri accertamenti per verificare il suo stato di salute. “Un oltraggio”, ha detto ieri l’imputato all’ultima udienza del processo, spiegando così il motivo del rifiuto.
“Il conducente della Fiat Panda segnalata dalla centrale operativa era in stato di alterazione e aveva l’alito vinoso. Si vedeva che non stava bene, ma non ha voluto saperne. Quindi abbiamo proceduto alla segnalazione, ritirandogli la patente e ponendo sotto sequestro amministrativo il mezzo”, ha spiegato uno dei militari del Norm intervenuti, l’attuale comandante della stazione di Vejano, il maresciallo maggiore Paolo Esposito.
Sorprendente la versione dell’imputato. “Non è vero che i carabinieri mi hanno fermato mentre stavo guidando, l’auto era parcheggiata da due ore e io ci stavo dormendo dentro perché ero stanco”, ha detto, lasciando stupefatti giudice e pm, mentre il difensore Vincenzo Petroni cercava di buttarla sull’attività lavorativa dell’imputato. “Fa il tagliaboschi e quel giorno aveva lavorato, si tratta di un lavoro pesante”, ha detto il legale.
Il pubblico ministero, dopo avergli chiesto perché, se aveva così tanto sonno, non fosse andato a dormire a casa, ha chiesto che venisse condannato a sei mesi di reclusione e 1500 euro di multa.
Il giudice Gaetano Mautone lo ha condannato a quattro mesi e mille euro di multa, con sospensione della pena, disponendo anche la sospensione della patente per un anno e la confisca della macchina.
Pronta a ricorrere in appello la difesa. “Se veramente avesse sbattuto sulle auto parcheggiate, qualcuno gli avrebbe chiesto i danni, invece non risultano denunce – ha sottolineato Petroni durante la discussione – il carabiniere ha detto che quando lo hanno fermato andava piano, invece per quanto ci risulta la macchina del mio assistito era ferma. Aveva un aspetto alterato, ma soltanto perché non si sentiva bene. Per questo stava riposando dentro la vettura”.
