Viterbo – Sistemare una facciata costa. Nemmeno tanto. Ma costa sicuramente di più non farlo. La dimostrazione è il balcone di piazza del comune. Quello che sta a ridosso di via Ascenzi e sopra il bar Centrale, dove una volta c’era la stazione dei pompieri. Di fronte al palazzo della prefettura e a due passi dal cortile di piazza dei priori. Un balcone delle meraviglie. Un’importante vittoria per la città alla quale vengono restituiti un monumento e un pezzo di storia. Sani e salvi.
“Un monumento molto interessante, ma poco conosciuto”, dice subito Emanuele Ioppolo, restauratore. Infatti, prima che addosso ci mettessero l’impalcatura, del balcone quasi non se ne accorgeva nessuno. Se non il sindaco che da quelle parti ha l’ufficio.
Viterbo – Il balcone di piazza del comune prima dei restauri
“I testi datano il balcone al 1816 – spiega Ioppolo – che è il periodo in cui viene ristrutturato palazzo dei priori”. E invece “siamo convinti che sia molto più antico. Dovrebbe infatti risalire al 1561-1563 quando il palazzo viene restaurato dopo il crollo della torre della chiesa di Sant’Angelo in Spatha”. Ed è soltanto la prima delle novità che stanno accompagnando i restauri. A qualche mese dalla fine.
I lavori sono stati voluti dal comune, assessorato ai lavori pubblici e si sono svolti sotto l’alta sorveglianza della soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio. L’intervento di restauro è stato condotto dall’impresa appaltatrice Art.Novae. Costano in tutto 20 mila euro e si dovrebbero concludere entro la fine dell’anno.
Viterbo – Il restauratore Emanuele Ioppolo
“Restaureremo anche l’affresco all’interno della lunetta – dichiara l’assessora ai lavori pubblici del comune di Viterbo, Laura Allegrini -. Verranno restaurate anche altre due lunette, quella a fianco del portale municipale e quella che si trova sotto i portici di palazzo dei priori”.
Un intervento che rientra all’interno di “un progetto complessivo di riqualificazione della piazza – prosegue Allegrini – che parte dalla torre dell’orologio e si ricollega alla musealizzazione del piano terra di palazzo dei priori. Passando per l’apertura del Ganfione, un vicolo storico chiuso da molto tempo”.
Viterbo – Piazza del comune
I lavori per restaurare gli affreschi delle lunette costeranno “15 mila euro – ha detto l’assessora -. Per il Ganfione spenderemo 240 mila euro. Per la torre, 580 mila euro. Il completamento della parte sinistra dei portici dovrebbe infine venire a costare attorno ai 600 mila euro”.
Viterbo – L’assessora Laura Allegrini
Il cantiere del balcone, compreso il recupero dell’affresco sopra al finestrone, si dovrebbe chiudere definitivamente entro febbraio del prossimo anno. “Salvo piogge”, come ha precisato Allegrini.
Viterbo – Il balcone di piazza del comune
“La datazione del balcone – racconta Emanuele Ioppolo, che si sta occupando anche del recupero di un affresco del settecento in via Saffi – l’abbiamo riconosciuta subito dopo la pulitura. Si nota infatti che gli stemmi datati 1816 hanno una patina più giovane rispetto a quella del balcone. Questo ci ha fatto rendere conto che il balcone è più antico degli stemmi”.
Dal punto di vista conservativo e di restauro “siamo poi intervenuti – prosegue Ioppolo – perché il balcone soffriva di un degrado molto intenso. Una situazione abbastanza grave. Quindi, il primo intervento è stato quello di messa in sicurezza per garantire l’incolumità delle persone”.
Viterbo – Il balcone di piazza del comune
Un degrado notevole e pericoloso. Il restauro ha permesso invece di salvare un monumento e restituire alla città una nuova storia da raccontare ai turisti.
“Ci siamo accorti – spiega Ioppolo – che con il tempo il peso del balcone ha lentamente inclinato il piano di calpestio. Questo comportava che l’acqua non riusciva più a defluire dai tubi che si trovano nella parte bassa del balcone. Quindi il peperino, che è un materiale spugnoso, si riempito d’acqua e con gli sbalzi di temperatura si stava lentamente spaccando”. Una situazione di degrado cui si aggiungevano “croste nere, polveri, prodotti inquinanti e sgretolamento del peperino derivante dalla presenza di acqua e dall’inquinamento ambientale”. Senza considerare il nido fatto dai piccioni sopra uno degli stemmi. “Un nido enorme – ha sottolineato Ioppolo -. Abbiamo infatti previsto una rete per evitare che la cosa si ripeta”.
Viterbo – La lunetta affrescata del balcone di piazza del comune
Un’altra scoperta. “Abbiamo trovato del pigmento – ha evidenziato Ioppolo -. Probabilmente questo balcone erano completamente scialbato per simulare una pietra più preziosa, forse un marmo o un travertino”.
Il balcone ha coppie di leoni scolpite con una palma al centro. “Qui – prosegue Emanuele Ioppolo – l’intervento di restauro ha eliminato i difetti di coesione, le lacune e le lesioni presenti. Ci siamo preoccupati anche di conservare anche il vecchio restauro, considerandolo storicizzato. Un’altra interessante scoperta sono le paraste del finestrone sul quale c’era molto probabilmente una voluta molto più ampia rispetto a quella che abbiamo adesso. Una voluta che poi con il tempo si è deciso di rimuovere”.
Viterbo – Il restauratore Cristian Pedone
Infine l’ultima scoperta. La racconta Cristian Pedone, anche lui restauratore al lavoro sul cantiere in piazza del comune. “Durante l’intervento di restauro è emersa una cosa molto particolare. Probabilmente le due coppie di leoni e la palma potrebbero essere state pensate per un altro balcone e poi reimpiegate in questo. Lo abbiamo capito dal degrado differente di questi elementi rispetto agli altri e dalla loro altezza”.
“Una balaustra – ha concluso infine Ioppolo – che probabilmente viene da un’altra opera. Forse da una loggia che già stava nell’antico palazzo del podestà che è stato realizzato nel XIII secolo”.
Daniele Camilli
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