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“Capodanno senza Capodanno, l’ultima mazzata per discoteche e indotto”

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Luca Talucci - Presidente del Silb

Luca Talucci – Presidente del Silb

Viterbo – “Natale sobrio e Capodanno senza Capodanno, l’ultima mazzata per le discoteche”. Il presidente provinciale del sindacato Silb-Fipe, Luca Talucci, dice che, senza interventi concreti a favore del settore, sarà l’ultima mazzata della pandemia di Covid-19. E chiede non solo aiuto al governo, ma anche maggiore sensibilità da parte dei proprietari dei locali che col prolungarsi della crisi starebbero minacciando sfratti. “Dopo il 31 dicembre, andremo tutti nei tribunali a dire ‘signor giudice, noi non abbiamo lavorato perché siamo stati colpiti dal Dpcm”, avverte.

“I locali da ballo, con grande senso di responsabilità, sono chiusi da metà febbraio”, ricorda Talucci. Sono quattordici nella Tuscia, tra discoteche, risto-disco e night club quelli associati al sindacato Silb. “Solo i Cigni di Caprarola, che hanno la doppia sala invernale e estiva, hanno riaperto, facendo tanti sacrifici per essere a norma con le regole anticontagio”, ricorda. 

“I ‘ristori’ che sono arrivati, non bastano neanche a coprire le spese, oltre all’altro grande problema del personale abbandonato alla cassa integrazione”, prosegue.

“Sarà un Natale in sordina, molto sobrio, il presidente Giuseppe Conte ha già iniziato a mettere le mani avanti. Ma sarà anche un Natale senza il divertimento. Un Capodanno senza divertimento. Un Capodanno senza Capodanno”, avvisa.


“Che il governo si faccia carico degli affitti”

“Abbiamo chiesto la riduzione dell’Iva, chiediamo che questo governo si faccia carico del problema degli affitti, almeno di parte degli affitti, visto che siamo dei pubblici esercizi, come un bar, una sala slot, un ristorante, anche se noi lavoriamo cinque ore e di notte. Ci sono i proprietari dei locali che rivendicano i soldi dovuti, ma noi per pagare dobbiamo lavorare. E’ vero che col reddito d’imposta potevamo pagare gli affitti, ma non ce l’abbiamo più perché non abbiamo lavorato. E’ vero che sono bloccati fino al 31 dicembre gli sfratti, ma è vero anche che il prossimo anno il capro espiatorio saranno i tribunali perché andremo tutti davanti ai giudici a dire ‘signor giudice, noi non abbiamo lavorato perché siamo stati colpiti dal Dpcm'”.

“Poi ci sono le attività commerciali, perché dietro la discoteca c’è la sicurezza, c’è chi stampa le locandine, c’è il grafico, c’è tutto l’indotto della pubblicità. E c’è anche l’indotto del turismo, tipo Rimini, Riccione, la Liguria, la Toscana, dove gli alberghi lavorano anche con noi. C’è anche la Siae che percepisce i soldi”.


“Servirebbe un anno bianco per recuperare”

“Per rimanere nelle zone nostre c’é l’Allegro Fornaio in via della Palazzina dove i giovani vanno a fare colazione, e c’è il bar che apre presto perché sta vicino alla discoteca e fa le colazioni. Quando a Viterbo vengono nel weekend 3-4mila giovani dalla provincia a fare l’happy hour o a ballare o andare anche nei locali denominati night, alla fine non è che vengono e vanno via. Lasciano anche alle piccole e medie imprese: bar, pizzerie, locali che fanno intrattenimento, per poi arrivare in discoteca. Quando si esce si ripassa al bar, a fare colazione, uno va a prendere le sigarette, uno mette la benzina”.

“Dentro il mondo della notte, c’è un altro mondo che soffre. Noi abbiamo chiesto la riduzione dell’Iva, ma qui siamo ormai al punto che bisognerebbe fare un ‘anno bianco’ per recuperare. Per un locale che pagava 4mila euro di affitto, come per un bar che ne paga mille-1500, ormai non vale più niente, perché non abbiamo più i fatturati”.

“I proprietari dei locali stanno iniziando a mandare lettere, a dire ‘mi devi pagare’, ‘non ti rinnovo il contratto’, ma se per un anno devi pagare solamente l’Imu e comunque non vai a pagare le tasse perché non riusciamo a pagarti l’affitto ed è tutto proporzionato, non è meglio aiutare queste povere piccole medie imprese tra cui ci sono anche le discoteche che per 7-8 anni hanno pagato, facendo anche i proprietari un sacrficio per un anno?”, si chiede il presidente del Silb. 


“Le discoteche, un capro espiatorio”

Ce l’ha soprattutto con chi in queste ultime settimane ha puntato il dito contro i locali da ballo, accusandoli di essere dei focolai. “Siamo dei contenitori, pertanto la gente doveva entrare. Ci hanno dato addosso tutti quanti, dicendo che la colpa è delle discoteche, siamo stati il primo capro espiatorio anche se nessuno ha preso il Covid andando a ballare. Il 98 per cento delle persone non sono andate a ballare, è difficile immaginare i nonni delle Rsa che si scatenano sulla pista, eppure la seconda ondata è arrivata”.

“Facciamo l’esempio della Sardegna, di cui tanto si è parlato. Un giovane prima di andare in discoteca probabilmente è andato tutto il giorno al mare, poi è andato al ristorante, poi è andato a fare l’happy-hour, poi è andato in discoteca, poi magari è andato a fare colazione. Chiaramente, nell’arco della giornata, uno non sa dove può averlo preso. Capro espiatorio le discoteche, perché siamo dei contenitori, è vero. Ma ricordo anche a tutti quanti che le discoteche sono state aperte perché c’è stata una conferenza delle regioni, il cui presidente è Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, e hanno dato l’okay. La Toscana ha aperto a giugno e la Sardegna è stata l’ultima ad aprire, solo per quindici giorni”. 

Silvana Cortignani

 


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