Viterbo – Un piccolo retroscena che viene fuori in occasione del servizio sulla crisi del commercio in Corso Italia in vista di un possibile prossimo lockdown per contrastare l diffusione del Covid.
A raccontarlo è la segretaria territoriale della UilTucs di Viterbo Elvira Fatiganti.
“In pieno lockdown – spiega Fatiganti – la scorsa primavera, abbiamo avuto un incontro con il prefetto Giovanni Bruno e tanti altri sindaci, tra cui quello di Viterbo. Per l’occasione, assieme agli altri sindaci, chiesi al comune di Viterbo di far chiudere la grande distribuzione che si trova nel centro commerciale Tuscia, ossia le grandi metrature alimentari. La chiusura che chiedevamo riguardava la sola giornata di domenica”. Alla fine c’ha pensato il governo. Sostanzialmente solo di recente. A Viterbo, però, la richiesta era già stata avanzata mesi fa.
Viterbo – La sindacalista Elvira Fatiganti (sulla destra)
Le ragioni della richiesta. “Lo chiedemmo per due motivi – ha raccontato Fatiganti -. Il primo, a tutela dei lavoratori, perché nei giorni del lockdown erano stati sottoposti a grandi sacrifici. Il secondo. In questo modo, soprattutto una volta riprese le attività, la domenica le persone sarebbero andate in centro, quello storico, a fare una passeggiata e magari acquisti. Aiutando in tal modo i commercianti e l’economia del centro storico nel suo insieme”.
Viterbo – La segretaria della UilTucs Elvira Fatiganti
Una chiusura che secondo i sindacalisti avrebbe dovuto prolungarsi fino alla fine di agosto. “All’epoca – precisa infatti Fatiganti – l’emergenza Coronavirus sarebbe dovuta durare fino al 31 luglio”.
Quale sarebbe stata la risposta del comune di Viterbo? “La proposta non è stata accettata, neanche dall’assessore comunale Alessia Mancini. E un po’ tutti ci hanno risposto che non gli sembrava che la salute dei dipendenti della grande distribuzione non fosse tutelata, e che avremmo dovuto pensare all’economia della città. Questo ci è stato risposto. Certo, siamo rimasti un po’ allibiti. Anche perchè la nostra proposta andava proprio in quella direzione. Tutelare i lavoratori e fare in modo che la gente tornasse a camminare e a fare acquisti in centro. Almeno la domenica. Cercavamo un’affluenza all’aperto compatibile con la normativa del governo di contrasto al Covid”.
Viterbo – Il palazzo della prefettura
C’è poi un’altra cosa. “A quella riunione – conclude Fatiganti – ci dissero che sarebbe stato fatto un altro tavolo. Per la tutela dei lavoratori”. E’ stato fatto? La risposta: “Stiamo ancora aspettando”.
Infine, Fatiganti, scorata. “Non vediamo un approccio che possa permettere ai viterbesi di tornare in centro storico”.
Daniele Camilli
– “Corso Italia, i commercianti ormai stanno più a lottare che a lavorare”


