Roma – “Veglioni, festeggiamenti, baci, abbracci: questo non è possibile. Occorre buon senso. Una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio con un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive: non ce lo possiamo permettere, sarebbe folle”. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte è categorico su come si dovranno affrontare le festività di dicembre in tempi di Covid.
“Dobbiamo predisporci ad un Natale più sobrio, ci auguriamo comunque che l’economia possa svilupparsi, che si possano fare acquisti e scambiare doni. Ma non sono pensabili baci, abbracci, festeggiamenti, festoni, festini, indipendentemente dalla curva epidemiologica” ha sottolineato il premier nel suo intervento all’assemblea dell’Anci.
Non sarà un Natale come tutti gli altri, dunque, quello del 20202. In attesa del dpcm del prossimo 3 dicembre che stabilirà i criteri per shopping, cenone e coprifuoco, il governo preannuncia già che non saranno possibili grandi tavolinate da decine di commensali. Vietati assembramenti all’aperto e nei locali pubblici, mentre per le abitazioni private con ogni probabilità non ci saranno divieti, ma solo raccomandazioni: bisognerà evitare feste in casa e limitare a 6 il numero di persone presenti.
L’apertura serale dei ristoranti potrebbe essere concessa, ma questa volta il numero massimo di commensali a ogni tavolo sarà obbligatorio. Probabilmente quattro.
“C’è molta attenzione verso le festività natalizie, che sono le più sentite: il governo non ha la palla di vetro ma sta rivelando che ci sono segnali positivi nella curva epidemiologica per effetto delle misure adottate. Ora nessuno si avventura a dire quale sarà l’andamento della curva a Natale. Dobbiamo arrivare in prossimità e capire come dosare gli interventi”, ha aggiunto il premier.
