Viterbo – Venticinque persone positive al Covid alla Scuola sottufficiali dell’esercito.
Sono tutti allievi marescialli del ventiduesimo corso, al loro secondo anno di formazione.
Molti sono asintomatici, altri hanno qualche linea di febbre o lievi sintomi di Coronavirus, ma sono in buone condizioni.
“Sono in isolamento in un’ala della scuola, divisi dai compagni, dal personale e dai loro contatti stretti, anche questi in isolamento in un’area a parte della caserma, che è molto grande – spiega la maggiore Giulia Cornacchione, ufficiale addetto alla pubblica informazione -. Vengono monitorati dal nostro personale medico. In totale, tra positivi e loro contatti stretti, c’è una cinquantina di persone attualmente in isolamento”.
Le lezioni del corso per gli allievi marescialli sono state sospese: dall’inizio della scorsa settimana, intorno al 20 ottobre, quando si è avuta conferma dei primi casi, si è passati alla didattica a distanza.
Non è l’unico corso che si svolge dentro la scuola. Ci sono, ad esempio, le lezioni per gli orchestrali, marescialli diplomati al conservatorio, che, fino a venerdì, hanno continuato a svolgersi in presenza.
“Questo corso non ha nulla a che vedere con le attività degli allievi marescialli, sono due moduli distinti – precisa il maggiore -. Tra i 13 orchestrali che stanno attualmente seguendo il corso e il centinaio di allievi marescialli della scuola non c’è stato alcun contatto. Vivono in palazzine diverse, seguono lezioni diverse in tutt’altra parte della caserma e, dai controlli che abbiamo svolto con test sierologico pungidito, gli orchestrali sono tutti negativi. Per ora, quindi, il corso si è potuto svolgere in presenza, con distanziamento, mascherine, locali arieggiati. Fino a venerdì è stato così. Non è esclusa un’eventuale attivazione della didattica a distanza, data l’evoluzione rapida, a livello nazionale, della pandemia. Ma queste valutazioni spettano alla catena di comando”.
La parola “focolaio”, secondo la maggiore Cornacchione, non si adatta granché al contesto specifico della scuola sottufficiali dell’esercito.
“Nella caserma ci sono almeno 500 persone tra chi la frequenta, ci lavora, ci vive – spiega -. Il numero di casi è esiguo rispetto alla quantità di allievi e personale. Sarebbe stato ingenuo pensare che potessimo essere immuni dato che nessuno lo è, anche se abbiamo fatto e facciamo tutto quello che è necessario per proteggerci. Viene misurata la temperatura, si indossano le mascherine, si sta a distanza, si arieggiano i locali. I test sierologici sono eseguiti su tutti e periodicamente ripetuti. Il tampone viene fatto ai sintomatici e nei casi in cui il nostro personale medico lo ritenga necessario“.
Da parte della scuola non c’è particolare apprensione. “Siamo preoccupati come chiunque, in questo momento delicato per tutti – conclude la maggiore -. Ma il fatto che le condizioni dei positivi siano buone ci rasserena e stiamo facendo tutto quello che serve per garantire sicurezza a tutti”.

