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“Coronavirus, il rapporto nuovi casi-tamponi si riferisce realmente alle 24 ore precedenti?”

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Coronavirus - Tamponi al drive in

Coronavirus – Tamponi al drive in

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da fine febbraio abbiamo imparato a familiarizzare con parole come “contagiati”, “attualmente positivi”, “ricoverati con sintomi” e “casi totali”. Inizialmente era la viva voce del capo della protezione civile, Angelo Borrelli, ad aggiornarci quotidianamente sulla diffusione del Covid-19 in Italia. Poi è arrivata la tabella del ministero della Salute. Un appuntamento giornaliero per un punto della situazione “quotidiano”.

Ed è proprio quest’ultimo aggettivo che un po’ stona. A stridere è il confronto con la realtà, la vita vera. Lo dico da persona che ha vissuto il contagio in famiglia.

Dalla mia esperienza quel che mi pare certo è che i nuovi casi comunicati oggi non sono realmente quelli registrati nelle 24 ore precedenti.

Perché se io accuso i sintomi del Covid oggi, faccio il test domani e ricevo il risultato a distanza di 5 giorni, la conclusione è presto detta: risulto tra i nuovi casi il giorno che mi arriva il referto. L’andamento della curva epidemiologica in Italia è quindi sfalzata da giorni? Questo ritardo non potrebbe rendere poco tempestive le misure messe in campo per contrastare l’epidemia?

C’è poi un dubbio ancora più insistente rispetto agli altri. Se oggi danno come nuovi positivi i casi di 5 giorni fa, anche i tamponi comunicati nel bollettino sono quelli di 5 giorni fa? Oppure i tamponi comunicati sono realmente quelli delle 24 ore precedenti e il rapporto nuovi casi-tamponi non è quindi ‘veritiero’?”.

E mentre cerco di trovare una risposta per tutti i miei dubbi, mi viene in mente un’ultima considerazione. Non sarebbe più serio comunicare i dati di settimana in settimana in modo da avere un quadro più generico ma almeno aderente alla realtà?

Lettera firmata


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