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Il Covid in Giappone torna a far paura, in arrivo la terza ondata

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Giappone, mascherine sulla metropolitana

Giappone, mascherine sulla metropolitana

Yoshihide Suga

Yoshihide Suga

Tokyo – (b.b.) – Il Giappone si prepara  ad affrontare la terza ondata di contagi e il Covid, nell’isola dell’oceano Pacifico, torna a far paura. 

Da una parte le temperature in calo, dall’altra i tanti spostamenti all’interno del paese favoriti da una campagna di promozione del turismo: così in Giappone si sta assistendo ad un preoccupante e costante aumento dei contagi. Non solo a Tokyo, ma anche nelle prefetture con grandi popolazioni urbane come Osaka, Kanagawa e Aichi e ad Hokkaido, la principale isola a sud del Giappone.

Solamente nella capitale ieri si sono registrati 317 nuovi casi di Coronavirus, superando il limite di 300 per la prima volta dal 20 agosto scorso e facendo raggiungere alla città quota 33mila 377 positivi totali. Record anche a Osaka in cui si sono registrati 256 nuovi casi. Mai così tanti dall’inizio della pandemia.

Anche sull’isola di Hokkaido, che in questi mesi era riuscita a contenere l’epidemia al meglio, i casi giornalieri sono saliti sopra i 200: non era mai accaduto. Secondo gli esperti anche il calo delle temperature avrebbe contribuito a favorire il contagio, il freddo avrebbe infatti costretto le persone in case o ambienti chiusi e la scarsa ventilazione, in cui il virus si propaga più facilmente.

Ma la situazione desta preoccupazione in tutto il Giappone. La terza ondata di contagi ormai è molto più di un semplice timore. E’ qualcosa con cui dover fare i conti, e al più presto. I dati della settimana confermano ormai un trend in costante aumento: nelle ultime 24 ore (dato aggiornato a ieri, 11 novembre, ndr) sono stati registrati 1.284 nuovi contagi per un totale di 111.222.

“La situazione deve essere affrontata immediatamente” ha sottolineato il primo ministro Yoshihide Suga. “Per contenere il virus e proteggere la vita delle persone, dobbiamo aumentare la capacità di effettuare test nel paese e inviare esperti nelle aree che soffrono di più il contagio”, ha concluso.


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