Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo aver passato i primi giorni della malattia all’ospedale di Belcolle di Viterbo ben assistito da quelli che definisco gli angeli del reparto Covid, la mia adorata Asl Vt3 mi ha trasportato con una ambulanza e scaricato per altri 15 giorni in un albergo religioso a Roma, privo di strutture sanitarie adeguate.
Nella cameretta non ho la possibilità di utilizzare l’ossigeno come ho sempre fatto fino a oggi. Devo sospendere le flebo di cortisone e antibiotico e continuare la vecchia cura che mi sono portato da casa a base di deltacortene da 25 e levofloxacina da 500.
Capisco l’emergenza del momento ma non riesco a farmene una ragione. Adesso andrò a dormire vestito perché il riscaldamento è spento ed alle richieste mi è stato risposto che non è possibile accenderlo.
Ho una broncopolmonite interstiziale bilaterale accertata con tac.
La struttura si chiama Istituto Immacolata Concezione di N. S. di Lourdes a Roma. Chiedo di poter rientrare a Viterbo presso la mia abitazione per completare la quarantena. Ci riuscirò?
Costantino Danna
