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Crescono i contagi in Romania, il presidente: “Riformeremo da zero il sistema sanitario”

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Klaus Iohannis

Klaus Iohannis

Bucarest – Crescono i contagi di quella che, di fatto, è la prima vera ondata della Romania. Il governo tenta di porre rimedio prima che la situazione sfugga di mano e concepisce un progetto a lungo termine.

Durante il corso della prima ondata primaverile di contagi da Coronavirus sono stati pochi i casi di positività in Romania, che non ha assistito agli affollamenti dei reparti ospedalieri che si sono registrati in Europa occidentale. Il picco massimo, ad aprile, si era fermato attorno alle 500 unità giornaliere.

Ora i casi di contagio giornaliero stanno però iniziando a innalzarsi pericolosamente. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 10 269 nuovi positivi e 168 morti. I nuovi ricoveri nelle terapie intensive degli ospedali romeni sono 1174.

Le province più colpite sono quella della capitale Bucarest, dove si sono registrati 1141 nuovi casi, seguita da Costanza, con 528 nuovi casi e Cluj, con 606 contagi. Preoccupa la situazione nella provincia di Sibiu, dove il virus ha colpito 9 persone ogni mille abitanti, contro, ad esempio, l’incidenza del 5,45 riscontrata nella provincia della capitale. Sono 1935 i cittadini romeni in Italia positivi al Covid. Dall’inizio della pandemia i casi confermati di positività al Coronavirus in Romania sono stati oltre 383mila e i morti quasi 9500.


Covid, i contagi in Romania

 

Covid, i contagi in Romania


Il timore delle autorità è che il virus possa diffondersi capillarmente e arrivare anche nei villaggi rurali dove scarseggiano strutture e attrezzature sanitarie.

“Stiamo attraversando un periodo estremamente difficile per il sistema sanitario, che ha evidenziato tutte le carenze strutturali trascurate per anni. Insieme al governo – ha dichiarato il presidente della Romania Klaus Iohannis -, sono determinato a fare ciò che non è stato realmente fatto dopo il 1989 per ricostruire l’intero sistema sanitario da zero. Sarà uno sforzo a lungo termine che deve iniziare non appena avremo una nuova maggioranza responsabile in Parlamento, pienamente impegnata al servizio dei romeni”.

“Di recente – ha dichiarato Cristian Oancea, direttore dell’ospedale di malattie infettive di Timisoara -, alcuni esperti hanno richiamato l’attenzione a livello internazionale e nazionale sul fatto che seguirà una terza ondata tra febbraio e marzo, ed è possibile che questa ondata ci troverà con gli ospedali pieni”.


Covid, i contagi in Romania

Covid, i contagi in Romania


Dal 5 novembre il governo romeno ha stabilito di rendere obbligatorio l’uso della mascherina, anche all’aperto, per tutte le persone che hanno compiuto5 anni, e ha introdotto il coprifuoco alle 23 nei distretti in cui la concentrazione di casi è maggiore. Dal 14 novembre 2020 è stato prorogato di 30 giorni lo stato di allerta in tutto il paese. Dal 2 novembre l’Italia è entrata nella lista dei paesi i cui viaggiatori, all’ingresso in Romania, dovranno osservare un periodo di isolamento di 14 giorni.

Un tragico incidente legato indirettamente al Covid ha colpito lo scorso 14 novembre la città di Piatra Neamt. Èdivampato un incendio all’interno del reparto di terapia intensiva che ospita i pazienti positivi al Covid dell’ospedale della città. 10 morti, tutti intubati, e 7 gravemente feriti. Un medico nel tentativo di fermare le fiamme ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sull’80% del corpo.

Alessio Bernabucci


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