Roma – Crollano i consumi ad ottobre: segnando un -8,1%, con un calo del 73,2% dei servizi ricreativi, alberghi -60%, bar e ristoranti -38%. Sono i dati diffusi da Confcommercio.
“Dopo la forte ripresa registrata nel terzo trimestre, periodo che si era peraltro chiuso con alcuni segnali di indebolimento, a partire da ottobre la situazione congiunturale ha conosciuto un rapido deterioramento. Il riacutizzarsi della pandemia e l’avvio delle prime misure di contenimento hanno determinato per molte filiere produttive l’interruzione del lento e faticoso processo di ritorno a una situazione meno emergenziale”, scrive Confcommercio.
“A farne le spese sono soprattutto i consumi: non a caso l’indicatore dei consumi calcolato dall’ufficio studi di Confcommercio scende dell’8,1% rispetto allo stesso mese del 2019 (era -5,1% a settembre), a causa soprattutto del tonfo del 27,7% dei servizi a fronte della sostanziale stabilità della domanda per i beni (+0,2%). – si legge nella nota – Il rallentamento colpisce in primo luogo la filiera del turismo, dei servizi per il tempo libero ed i trasporti con riduzioni della domanda che si avvicinano a quelle registrate a marzo in occasione dello scoppio dell’emergenza Coronavirus”.
“Male anche il pil, in rapido peggioramento: a novembre l’ufficio studi stima una riduzione del 7,7% mensile e del 12,1 annuo. A meno di un eccezionale, ma improbabile, recupero a dicembre, il calo congiunturale nel quarto trimestre dovrebbe essere superiore al 4%. Ciò non cambierebbe le attese per il risultato finale del 2020 Pil per il 2020 (tra -9% e -9,5%), grazie a un terzo trimestre decisamente più favorevole rispetto a quanto previsto, ma implicherebbero un’entrata ben peggiore nel 2021, facendo svanire le più ottimistiche previsioni di rimbalzo statistico per l’anno prossimo” conclude la nota.
“L’aggravarsi della pandemia e nuovi lockdown pesano sulla nostra economia già provata dalla crisi – commenta il presidente Carlo Sangalli – Ne risentono i consumi e crescono i rischi per l’atteso rimbalzo del pil nel 2021. Preoccupa, inoltre, la stretta del credito imposta dalle nuove regole dell’Unione europea. Occorre una reazione più forte subito: indennizzi adeguati per le imprese e moratorie fiscali e creditizie. Nello stesso tempo chiediamo che legge di bilancio e piano di ripresa puntino sugli investimenti necessari a rimettere in moto produttività e crescita a vantaggio di più coesione sociale”.
