Viterbo – (ma.ma) – La pandemia globale sta mettendo a dura prova tante attività e categorie di lavoratori. Il Covid-19 infligge un duro colpo all’economia del paese e in parte sta anche cambiando abitudini e tradizioni.
Ieri e oggi sono le due giornate in cui solitamente i cittadini parcheggiano davanti al cimitero per fare una visita ai propri cari. Ieri, Ognissanti, e oggi 2 novembre, la commemorazione dei defunti. Ci dovrebbe essere la fila davanti ai fiorai del cimitero di San Lazzaro.
Viterbo – Cimitero San Lazzaro
C’è viavài nella mattina del primo novembre, ma non un flusso costante. Tutti con mascherina e attenti a salutarsi solo da lontano.
“Considerando la difficile situazione legata al Coronavirus e la paura che c’è tra la persone, non ci possiamo lamentare – spiega il proprietario del chiosco Bonsai –. Dobbiamo prendere il buono che c’è. Tutti hanno paura di uscire e di avere contatti. Bisogna che ci adeguiamo ai tempi che corrono. Speriamo che domani (oggi ndr) ci sia più gente. Oggi è una giornata bellissima, ma non c’è troppo affluenza. Però, lo voglio sottolineare, bisogna accontentarsi visto il periodo che stiamo vivendo”.
Viterbo – Il chiosco Il Bonsai al cimitero San Lazzaro
Il proprietario del chiosco Bonsai racconta anche di un cambio di generazione e di un modo diverso di vivere queste due giornate rispetto al passato: “Ovviamente non sono più i tempi di dieci anni fa quando quando non si sapeva nemmeno dove parcheggiare. E’ cambiata una generazione, è cambiato il modo di ‘sentire’ i defunti. La gente il primo e il 2 novembre c’è e c’è sempre stata perché in questi giorni tutti hanno un pensiero per i propri defunti. Il problema è però che l’80% delle persone viene al cimitero in queste due giornate e molto poco durante l’anno. Questo perché è morta la generazione dei nostri nonni che non mancavano mai. Loro venivano al cimitero almeno una volta a settimana, anche soltanto per cambiare l’acqua. Oggi la gente viene con meno costanza”.
Viterbo – I fiori dei chioschi al cimitero San Lazzaro
Quest’anno a mettere a dura prova i fiorai è stato anche il lockdown. “A marzo, quando ci hanno fatto chiudere dal giorno alla mattina, abbiamo dovuto buttare tantissimi fiori – conclude il proprietario del chiosco Bonsai –. Ringraziamo Dio che non ci hanno fatto chiudere in queste due giornate. Dobbiamo accontentarci”.
Bisognerebbe aspettare questa sera per fare un bilancio completo della vendita dei fiori di questi due giorni, ma la proprietaria del chiosco La Magnolia è comunque ottimista. “Non mi posso lamentare – spiega Silvia Magdalena -, sono comunque contenta. La gente è venuta a comperare i fiori per i propri cari e a portare loro un pensiero. Tutti in maniera civile, rispettando le regole e mantenendo la giusta distanza”.
Viterbo – Il chiosco La Magnolia al cimitero San Lazzaro
“Posso dire – racconta la proprietaria del chiosco La Magnolia – che un po’ di gente c’è stata. Abbiamo venduto il giusto. Rispetto agli altri anni, nonostante il Covid, c’è stato un flusso di persone qui al chiosco. E durante l’anno la gente viene comunque. Ovviamente non tutti i giorni sono uguali, ma grosso modo non mi posso lamentare”.
Viterbo – I fiori dei chioschi al cimitero San Lazzaro
E sulla giornata del 2 novembre, la proprietaria del chiosco aggiunge: “Credo che domani (oggi ndr) ci sarà forse un po’ meno affluenza di oggi (ieri ndr). Le persone magari verranno a portare un lumino o un ricordino”.
Maurizia Marcoaldi




