Parigi – (b.b.) – Un calo dei contagi da Covid-19, in Francia, sembra essere il primo, tangibile effetto del lockdown nazionale scattato lo scorso 30 ottobre. Ad annunciare la notizia il ministro francese della Salute, Olivier Véran. “Abbiamo ripreso il controllo dell’epidemia” ha spiegato, mostrandosi ottimista sui risultati ottenuti grazie all’inasprimento delle misure restrittive per la popolazione.
Sono già 10 giorni che in Francia la velocità di circolazione del virus si è abbassata, così come sono scesi il tasso di positività ai test e il tasso di incidenza. “Tutto – ha aggiunto il ministro – porta dunque a credere che abbiamo superato il picco epidemico”. Tuttavia Véran ha chiesto anche di non allentare gli sforzi perché “non abbiamo ancora sconfitto il virus. Chiaramente, è troppo presto per gridare vittoria e rilassarci nel nostro sforzo”.
In Francia dall’inizio della pandemia si sono registrati 1.918.345 casi di Covid-19 e 43.913 sono stati i decessi. Secondo la John Hopkins University, è stato il paese europeo più colpito dalla seconda ondata di Covid-19: il picco di contagi giornalieri nel paese d’oltralpe è stato raggiunto lo scorso 8 novembre, quando, stando ai dati diffusi dall’organizzazione mondiale della sanità, si sono registrati ben 86.794 nuovi casi. Più che dimezzati nei giorni successivi: dal 12 novembre non hanno mai raggiunto quota 35mila.
I dati Covid-19 in Francia diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità – Focus 8 novembre
Anche se il numero dei positivi complessivi nel paese è ormai alla soglia dei 2 milioni, fanno ben sperare il trend in discesa dei contagi e soprattutto il numero di ingressi nei reparti di terapia intensiva e rianimazione: a domenica erano a quota 270, mai così bassi da tre settimane. Il monitoraggio fornito dall’oms mostra, negli ultimi sette giorni, una flessione del 46,68 per cento di nuovi casi. Una tendenza che fa ben sperare, tanto da spingere il ministro Véran a credere di aver “superato il picco epidemico”.
La Francia migliora quindi i suoi dati, ma è e sarà ancora in lockdown. La stretta generale, più soft rispetto a quella della scorsa primavera voluta dal governo, proseguirà almeno fino al primo dicembre. Per i prossimi 15 giorni tutti i locali e i negozi “non essenziali” resteranno chiusi. Sono però aperti i luoghi di lavoro, le scuole, le catene sanitarie e alimentari. Rispetto al primo confinamento, prosegue l’attività di hotel, commerci all’ingrosso, fabbriche, cantieri, asili e scuole fino alle superiori comprese. Così come è consentito uscire di casa per accompagnare i figli a scuola o andare al lavoro, seppur sempre muniti di autocertificazione.
I dati Covid-19 in Francia diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità
“Gli sforzi dei francesi stanno dando i loro frutti – ha twittato il ministro della Salute proprio ieri – non dobbiamo rallentare. Il virus circola ancora troppo e le conseguenze sulla salute rimangono visibili. Più pazienza, vigilanza, solidarietà. Ci arriveremo!”.

