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“Ho fatto il tampone sabato, so di essere positivo ma dalla Asl ancora nessuna notizia ufficiale”

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Goffredo Taborri

Goffredo Taborri

Viterbo – (pierdo.pa.) – “Ho fatto il tampone sabato, so di essere positivo ma dalla Asl, a oggi, ancora nessuna notizia ufficiale. Per gli operatori sanitari ci vuole più rapidità sia nel fare i test che nel conoscere le risposte”. Goffredo Taborri, medico di famiglia, racconta una storia che, per lui, ha dell’assurdo. 

“Ho oltre 1500 assistiti – spiega Taborri -. Venerdì scorso, sono andato alla clinica Salus con mia moglie e mio figlio a fare un tampone antigenico, e cioè quello rapido. Dopo mezz’ora ci hanno dato il risultato e solo mia moglie è risultata positiva.

Sabato mattina, però, ho avuto un po’ di febbriciattola per cui ho deciso di andare a fare un test molecolare, che è più preciso. Tutti e tre siamo andati al drive-in dove rilasciano delle credenziali per andare sul sito salutelazio.it per vedere il referto, ma ancora oggi non so nulla. Ho telefonato anche al Toc, team operativo Coronavirus, e non risulto ufficialmente negli elenchi delle positività. So, però, di esserlo perché, tramite amicizie in maniera ufficiosa, mi è stato detto che lo sono”.

Per Taborri “qualcosa non sta funzionando. Sono un medico e, secondo me, la categoria degli operatori sanitari, quando accadono certe cose, dovrebbe avere la priorità perché un conto che venga contagiato un medico, che ha ha migliaia di persone sotto di sé, un conto che capiti a un privato.

Sono fortunatamente asintomatico e, quindi, non avendo avuto notizie, sarei potuto uscire andando a lavorare, ma chiaramente non l’ho fatto, con un conseguente disagio per i miei assistiti.

Si sente dire in tv che mancano i medici…. ma se uno avesse le risposte in tempi brevi potrebbe ritornare a lavorare prima possibile”.

Senza voler fare il pessimista, ma da esperto del settore, “posso affermare che siamo solo all’inizio e che tra due mesi, con i primi freddi e l’inverno, ci contageremo tutti. E’ scritto, non è che me lo invento”.

Quindi, “la Asl – continua Taborri – deve fare qualcosa, perché così non si può andare avanti e chiedo proprio che gli operatori sanitari, e cioè i medici e gli infermieri, ma anche gli assistenti che stanno nelle case di cura, abbiano la preferenza, sia nel fare i tamponi che nel ricevere la risposta, e questo perché noi serviamo per gli altri. Mettendo infatti nella provetta di appartenere a questa categoria, il tampone si potrebbe leggere in mezz’ora per sapere la risposta in un’ora.

Uno sfogo, da medico di famiglia, che vale anche per gli altri colleghi, perché oggi sono io a essere positivo, ma domani potrebbe accadere a un altro. Ripeto, tra un mese o due saremo tutti, non malati, ma contagiati, almeno l’80 per cento della popolazione. Ci deve essere più rapidità”.

Ciò che denuncia è il fatto che “non sono organizzati bene e non è possibile che, da sabato, io non abbia ricevuto la risposta ufficiale sulle mie condizioni. Sono scrupoloso e quindi mi sono messo in casa, ma avrei potuto fare il contrario, visto che non ho avuto sintomi, se non una lieve febbre per circa un’oretta. Fosse stato un altro, magari avrebbe continuato ad andare in giro.  Tamponi ed esiti, specie per gli operatori sanitari, si devono avere in poche ore – conclude – e non aspettando giorni”.


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