Pechino – I giapponesi chiamano Senkaku le isole nel mare cinese orientale, i cinesi Diaoyu. Le amministra Tokyo, ma Pechino da tempo ne rivendica la sovranità. Un intreccio di interessi geopolitici passa per quelle acque crocevia del commercio internazionale e ricche di giacimenti di gas naturale, dove gli interessi di entrambe le parti le hanno trasformate da tempo in una delle zone più calde del pianeta.
Come riporta l’Ansa, la Cina è tornata a far sentire la propria voce sulla questione dopo la chiamata, avvenuta oggi, tra Joe Biden e il premier giapponese Yoshihide Suga, durante la quale il neo eletto presidente americano ha riaffermato l’impegno a difendere le isole Senkaku che gli Usa hanno assunto con il trattato bilaterale sulla sicurezza firmato nel 1960.
Una dichiarazione che non è piaciuta affatto a Pechino. Sempre secondo l’Ansa, il portavoce del ministero degli esteri cinesi Wang Wenbin avrebbe criticato durante una conferenza stampa il trattato di sicurezza tra Washington e Tokyo definendolo un “prodotto della Guerra fredda”.
Quella nelle isole Senkaku/Diaoyu è una disputa di lungo corso e potenzialmente pericolosa. La Cina afferma di averle scoperte e controllate fin dal quattordicesimo secolo. Il Giappone invece le controlla dal 1895. La tensione in quel mare è aumentata durante la Guerra fredda, con la Cina comunista e il Giappone capitalista, e si è acuita nei nostri giorni.
Per chiarire la propria posizione, in diverse occasioni la Cina ha realizzato una serie di incursioni aeree e marittime nella zona contesa. Ma dalla propria parte il Giappone ha gli Stati Uniti. Durante una visita in Giappone nell’aprile del 2014, l’allora presidente americano Obama aveva rassicurato l’alleato giapponese che gli Usa sarebbero stati al suo fianco nel contenzioso con la Cina per la sovranità delle isole Senkaku.
