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La mamma di Andrea Landolfi: “Non rispondo” – Salta anche l’interrogatorio della nonna e delle zie

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - La mamma Roberta di Andrea Landolfi Cudia

Roberta Landolfi, mamma dell’imputato

Mirella Iezzi, nonna di Andrea Landolfi

Mirella Iezzi, nonna di Andrea Landolfi

Gli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi

Gli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi

Giallo di Ronciglione - L'avvocato della nonna, Gianluca Fontana

Gianluca Fontana, avvocato della nonna

Giallo di Ronciglione - L'avvocato di parte civile Vincenzo Luccisano

 Vincenzo Luccisano, avvocato di parte civile

Ronciglione – Omicidio Arcuri, non sono state interrogate la mamma, le due zie e la nonna di Andrea Landolfi. Come per il figlioletto e la ex moglie, le parti hanno deciso di comune accordo di rinunciare alle testimonianze. Stavolta dopo che la madre dell’imputato si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

La sua versione “ufficiale” resterà fuori dal processo, mentre sono stati acquisiti i verbali degli interrogatori delle altre tre familiari del pugile e operatore sociosanitario romano 31enne imputato di omicidio. Per Roberta Landolfi, secondo l’accusa, parlano le intercettazioni telefoniche e ambientali. 

Si è chiusa così, con l’amaro in bocca per nonna Mirella Iezzi, l’udienza di ieri del processo in cui il nipote è accusato di avere ucciso la fidanzata Maria Sestina Arcuri, lanciandola volontariamente dalle scale della sua casa di Ronciglione al culmine di un litigio la notte tra il 3 e il 3 febbraio 2019. 

Non sono invece potuti venire dalla Calabria, in quanto regione rossa, i genitori e i due fratelli della vittima, originaria di Nocara in provincia di Cosenza. “Sono dovuti rimanere a casa a causa delle restrizioni per il Covid”, ha spiegato il difensore di parte civile Vincenzo Luccisano. 


– Omicidio Arcuri, l’accusa punta sulle donne della famiglia Landolfi


Nonna Mirella: “Andrea è innocente, volevo testimoniare”

“Ero pronta a testimoniare, volevo testimoniare”, ha detto Mirella Iezzi mentre lasciava il tribunale. La nonna 81enne di Andrea Landolfi, difesa dall’avvocato Gianluca Fontana, sarebbe stata pronta a ripercorrere passo passo, davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone, quell’interrogatorio dell’8 marzo 2019, giorno della festa della donna, quando è stata sentita a sommarie informazioni per otto ore in procura dal pm Franco Pacifici.

Invece, dopo che la figlia Roberta, mamma dell’imputato, si è avvalsa della facoltà di non rispondere, le parti hanno deciso, su richiesta dei difensori Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, di acquisire le 80 pagine di verbali in cui Mirella Iezzi, unica testimone oculare assieme al figlioletto di Landolfi, ha strenuamente difeso la versione della caduta accidentale fornita dal nipote. 

Ottanta pagine, più il video girato dagli inquirenti e le foto della presunta scena del crimine contrassegnata dalle crocette apposte dall’anziana su richiesta degli inquirenti. All’uscita, la delusione di nonna Mirella era palpabile: “Mio nipote è innocente. Ero pronta a testimoniare, per ribadire che Andrea è innocente”.

Oltre al suo, sono stati acquisiti anche i verbali delle sommarie informazioni delle figlie Monica e Paola, le zie di Andrea, mentre sono rimaste fuori dal processo le affermazioni rilasciate a caldo da Roberta, la mamma, la sola per cui non sia stata chiesta l’acquisizione.

Spiegano perché i difensori Fabrizi e Gasperini: “La sua è una posizione particolare, essendo Roberta la mamma di Andrea e la figlia della nonna. Inoltre non abbiamo ritenuto che ci fossero aspetti interessanti. Come ha precisato lo stesso pm in aula, quei pochi aspetti di qualche rilievo emergono già dalle intercettazioni ambientali che sono state prodotte, sarebbe stata una ripetizione inutile”. 


Il pm: “Quello che conta sono le intercettazioni”

Riferendosi alle sommarie informazioni, il pm Pacifici le ha definite “di poco conto a fronte delle intercettazioni ambientali sui dubbi di Roberta Landolfi. I punti salienti sono toccati dalle intercettazioni ambientali in procura”. Ha ricordato un passaggio su tutti: “A proposito delle gocce di sangue davanti al caminetto, non striature ma gocce di sangue, Mirella Iezzi ha commentato ‘Certo, quando l’ha buttata giù’“.

“L’unica cosa che avrei voluto chiedere alla nonna, più per una mia curiosità, è perché abbia detto ‘Io credo di essermi rotta le costole quando sono caduta di spalle’“. Alla figlia Roberta che parlava del nervosismo di Andrea, durante una delle conversazioni telefoniche captate dagli investigatori, l’81enne avrebbe risposto: “Ma ti lamenti tu? Mi ha rotto tre costole”.


Saltata la perizia psichiatrica sul supertestimone del pub

E’ il trentenne di Ronciglione, la cui attendibilità è stata messa in dubbio, cui Landolfi, lasciando il pub per tornare a casa dove poco dopo si sarebbe consumata la tragedia, avrebbe detto “Salutala, tanto non la vedi più”. Sestina gli avrebbe confidato: “Non amo più Andrea, lo lascio, vado a dormire in un bed &breakfast e domani torno in Calabria dai miei genitori”.

Il prossimo 17 dicembre dovrà essere nominato un nuovo consulente, dal momento che la professionista incaricata lo scorso fine maggio dalla corte d’assise ha rinunciato per gravi motivi familiari a causa del Covid. Il giovane è stato già visitato, tra giugno e luglio, dai consulenti delle altre parti:  lo psichiatra Francesco De Tiberis per il pm e la psicologa Cecilia Forenza per la difesa.


“Nessun dubbio, Sestina è stata lanciata dal parapetto”

“E’ diventato un processo mediatico”, ha detto Pacifici, bacchettando l’ultimo servizio andato in onda in televisione, in cui vengono mostrate “solo alcune parti” del video girato il 19 febbraio 2019 nella casa di via Papirio Serangeli durante il sopralluogo dell’esperto di balistica forense Martino Farneti.

“Si è voluto lasciar intendere che potessero esserci ricostruzioni alternative, si sono ipotizzati dubbi sulla dinamica, quando nelle 3-4 pagine della sua relazione Farneti giunge alle stesse conclusioni cui sono giunti i medici legali il 14 marzo 2019, ovvero che Maria Sestina Arcuri è stata lanciata, è caduta dal parapetto. L’intuizione di Farneti ha trovato poi conferma scientifica dal laser-scanner usato dal Ris per ricostruire l’accaduto”.

La difesa di Landolfi, che solo ieri ha scoperto che la relazione di Farneti era all’interno del fascicolo, ne ha chiesto e ottenuto l’estromissione. Spetterà ora al pm decidere se sia il caso o meno di citarlo come teste.

Gli ultimi testimoni del pm, sette oppure otto, saranno ascoltati fra meno di un mese, all’udienza già fissata per il 17 dicembre. 

Silvana Cortignani


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