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Un “compagno di coccole” per superare il secondo lockdown in Belgio

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Buxelles

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Bruxelles – (b.b.) – Si chiama “knuffelcontact” e significa, letteralmente, “compagno di coccole”. È una delle misure pensate e messe in campo dal Belgio per il nuovo lockdown, cominciato il 2 novembre e che andrà avanti fino al 13 dicembre.

Tutti possono averne uno e chi è solo può averne due. Una novità che aiuterà le persone a superare il secondo periodo di chiusura totale nel paese. Per evitare però la diffusione dei contagi, l’esecutivo è stato chiaro. Bisognerà rispettare regole precise. “Ogni membro della famiglia ha diritto a un compagno di coccole – si legge sul sito governativo -. Le famiglie ne possono invitare a casa uno alla volta e quando è presente non si possono ricevere altre visite”. Stesso discorso per chi vive da solo: “Oltre al compagno di coccole può invitare un’altra persona, ma mai contemporaneamente”.

Dall’inizio della pandemia il Belgio ha raggiunto e superato i 540mila casi e i morti sono stati oltre 14mila. Numeri che hanno costretto il governo a istituire un secondo lockdown, dopo quello di marzo: smart working obbligatorio, chiusura di tutti i negozi chiusi ad eccezione di quelli essenziali e contatti sociali con una persona per nucleo familiare e due per i single.

Dopo due settimane di confinamento, cominciano ad arrivare i primi segnali incoraggianti. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità, negli ultimi sette giorni i casi attestati di Coronavirus hanno registrato un meno 56 per cento.  Nuovi casi dimezzati che si traducono nella speranza di lasciarsi presto alle spalle questa seconda ondata dell’epidemia: l’obiettivo del paese è ora quello di tornare sotto i mille contagi al giorno nella prima metà di dicembre. 


I dati Covid-19 in Belgio secondo l’Organizzazione mondiale della sanità

Dati Covid Belgio - Oms


Il pensiero del governo va ora anche al Natale e alle imminenti festività religiose. Per questo dai palazzi ministeriali si continua a ricordare alla popolazione come bisogna continuare a tenere duro senza abbassare la guardia. “A Natale il Coronavirus sarà ancora lì. E le persone non saranno vaccinate. Saremo comunque pericolosi l’uno per l’altro. Dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo”, ha detto il premier Alexander De Croo al quotidiano Le Soir.


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