Viterbo – E’ della fine del cinquecento ed è logora. Tuttavia, con buona probabilità, recuperabile. Ma bisognerebbe intervenire subito. Soprintendenza, comune, regione e, utilizzando le agevolazioni governative legate al Covid, i proprietari. Altrimenti rischia di andare perduta per sempre. Nell’indifferenza generale.
E’ la facciata graffita delle scuderie di Palazzo Nini in via Annio a Viterbo. Semplicemente uno scandalo. A cavallo tra via Saffi e il quartiere medievale di San Pellegrino. Svoltando l’angolo si arriva pure a Palazzo dei Priori, dove ha sede l’amministrazione comunale.
Viterbo – La facciata graffita di via Annio
Una facciata definita da Simonetta Valtieri, docente universitaria e allieva dell’architetto Bruno Zevi, “rara e interessante”. Talmente tanto rara e interessante che un po’ tutti se ne solo bellamente infischiati.
Qui il problema non sono i fili dell’elettricità o del telefono. Qui il problema è il più completo e totale abbandono. Nel corso degli anni la facciata è stata deturpata dai tubi per far passare, così sembra, l’acqua piovana. Nel sottotetto c’è anche una specie di montacarichi che, visto com’è fatto, potrebbe star lì da decenni. In più si sono staccati pezzi di intonaco con i graffiti che gli sono andati appresso. Avrebbe potuto essere un punto di riferimento per i turisti. In entrata o in uscita da San Pellegrino. Invece è una delle sue vergogne più grandi.
Viterbo – La facciata graffita di via Annio
Giacomo Nini, uomo d’arme e nobile viterbese, aveva immaginato e voluto che la facciata di via Annio rappresentasse i cinque sensi, secondo una moda diffusa all’epoca dal pittore e incisore olandese Hendrick Goltzius, e sulla facciata del mezzanino le quattro virtù cardinali e la fede, unica virtù teologale presente. Considerata al tempo, fondamento di una vita virtuosa.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: La facciata in via Annio – Video: Palazzo Nini

