Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro consigliere Ricci, come le avevo già annunciato in consiglio, stavolta, a differenza del passato, voglio spendere un po’ di tempo per rispondere alla sua “ossessione malinconica” e ripetitiva, ben nota a tutti, dell’ex assessore che non si rassegna.
Anche se ritengo che in un momento così delicato per la città, qualsiasi polemica si voglia accendere, sia davvero inopportuna, come solo lei sa essere, le rispondo, comunque.
Le dico subito, può stare sereno: da parte mia non vi è alcun tentativo di appropriazione del lavoro di altri. Massimo rispetto del consiglio e dei ruoli. Le ricordo poi, che il bilancio di previsione appena approvato, e tutte le opere in esso contenute, come è giusto che sia, ha avuto il riconosciuto contributo dell’opposizione.
Anzi, è più corretto parlare delle opposizioni, visto che in diversi momenti i rappresentanti ne hanno rimarcato il distinguo. Proprio quel bilancio, a conclusione di una lunga discussione costruttiva, ha registrato il suo voto contrario.
Entrando nel merito, dato che me ne offre l’opportunità, le vorrei piuttosto suggerire di fare una cosa utile alla città e per la quale tutti le saremmo grati.
Il Ganfione e il completamento del museo dei portici sono opere scelte e inserite nella programmazione di questo assessorato: tanto è vero che per entrambe, l’amministrazione ha partecipato a un bando regionale ed è in attesa di conoscere l’esito.
E qui la sua utilità. Sarebbe importante che lei spendesse i suoi buoni uffici presso Zingaretti, affinché ci faccia avere notizie, possibilmente positive, su quanto richiesto. Questo libererebbe risorse per altri interventi.
Lei continua poi a chiedere conto di cose che a suo dire avrebbero dovuto essere fatte in due anni, e in tempo di Covid: ma lei, che di anni ne ha avuti cinque, non le ha fatte.
Quanto alla visione sul centro storico e sullo sviluppo della città, mi lasci dire, che a volte, mi sembra veramente che lei scopra l’acqua calda. Come fa ad affermare che ci si appropria del lavoro degli altri quando il documento di programmazione e il piano triennale parlano chiaro sull’indirizzo dell’assessorato e dell’amministrazione per lo sviluppo futuro?
Lei ha persino tentato di stornare lo stanziamento per le progettazioni che ricordo essere fondamentali per il funzionamento dell’assessorato e la pianificazione dei prossimi interventi.
A me non piace insultare o denigrare i colleghi e gli avversari politici, il giudizio finale lo danno gli elettori. Registro invece da parte sua costanti cadute di stile: io non mi permetterei mai di dirle che è o è stato incapace. Forse un po’ nostalgico però sì. E sono certa che se si specchiasse un po’ meno nel laghetto di Narciso se ne accorgerebbe.
Lei (e la sua amministrazione con lei) è stato già giudicato per il suo operato dopo i cinque anni di assessorato. E il giudizio ce lo ricordiamo tutti: inappellabilmente negativo.
Io e la mia amministrazione saremo parimenti giudicati alla fine del mandato. Quindi, grazie per i consigli sempre bene accetti, ma la prego, ci lasci lavorare.
Laura Allegrini
Assessore ai lavori pubblici
