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Mafia viterbese bis, udienza preliminare per i fratelli David e Ismail Rebeshi

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Ismail Rebeshi

Ismail Rebeshi

Mafia viterbese - Il blitz dei carabinieri del 28 novembre in cui è stato catturato David Rebeshi

Mafia viterbese bis – Il blitz dei carabinieri del 28 novembre 2019 in cui è stato catturato David Rebeshi

Il pm Fabrizio Tucci

Il pm viterbese della Dda di Roma, Fabrizio Tucci

Roberto Afeltra

Il difensore Roberto Afeltra

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Roma – Mafia viterbese bis, si dividono le strade dei fratelli Rebeshi e degli altri tre albanesi accusati di estorsione con metodo mafioso. Ismail e David, assistiti dallo storico difensore Roberto Afeltra, hanno scelto il rito ordinario. I tre complici, difesi da Samuele De Santis, l’abbreviato secco.

Si è tenuta ieri nell’aula Occorsio del tribunale di Roma, alla presenza del pm viterbese della Dda di Roma Fabrizio Tucci, l’udienza preliminare davanti al giudice Gaspare Sturzo per i due episodi di estorsione che il 28 novembre dell’anno scorso hanno portato in carcere con l’aggravante del metodo mafioso David Rebeshi, il fratello 31enne del boss di mafia viterbese, e tre albanesi di 31, 30 e 22 anni.

Ismail, 37 anni, è stato condannato lo scorso 11 giugno a 12 anni di reclusione con l’aggravante del 416 bis per l’operazione Erostrato e rischia sei anni per l’operazione antidroga Ichnos, per cui è stato arrestato a novembre 2018.

Sono state escluse le parti civili, le due presunte vittime, un ristoratore 53enne e un concessionario 40enne, entrambi viterbesi, in quanto volevano costituirsi per l’associazione di stampo mafioso, ma l’aggravante contestata ai cinque indagati è quella del metodo mafioso. 

Costituite le parti, si torna in aula la settimana prossima, il 25 novembre alle ore 14,30, quando concluderanno il pm Tucci e l’avvocato Afeltra, che presumibilmente chiederà un non luogo a procedere, quindi si discuterà l’abbreviato, con probabile sentenza nella stessa giornata per i tre indagati difesi da De Santis.

David Rebeshi e i tre complici sono stati arrestati in flagrante a Tuscania mentre si facevano consegnare da un ristoratore una somma di denaro. Il quartetto, che avrebbe fatto “recupero crediti” per pagare le spese legali di Ismail, detenuto dal 28 novembre 2018 e considerato il mandante, il giorno precedente avrebbero fatto lo stesso con il titolare di una concessionaria, inseguito in auto e costretto a versare il denaro. 

A distanza di un anno dal blitz dei carabinieri, che hanno teso una trappola agli indagati d’accordo col ristoratore, sono tuttora in carcere, sottoposti a regime di alta sorveglianza, sia Rebeshi junior, sia Must Lleshi, FIavio Hysa e Alban Kacorri, per i quali lo scorso 10 novembre De Santis ha chiesto la misura meno afflittiva dei domiciliari al tribunale della libertà.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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