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Mafia viterbese, oggi l’interrogatorio di parrucchiere e falegname

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Mafia a Viterbo - Manuel Pecci

Mafia a Viterbo – Manuel Pecci

Emanuele Erasmi

Emanuele Erasmi

Ionel Pavel

Ionel Pavel

Viterbo – Mafia viterbese, è previsto oggi l’interrogatorio del parrucchiere e del falegname accusati di metodo mafioso per essere ricorsi alla “consulenza” del sodalizio criminale italo-albanese  sgominato con i tredici arresti dell’operazione Erostrato del 25 gennaio 2019.

Potranno fornire la loro versione ai giudici del collegio Manuel Pecci e Emanuele Erasmi, i due imprenditori viterbesi tuttora sottoposti a obbligo di firma, a processo con l’operaio romeno Ionel Pavel che invece sta ai domiciliari, cui viene contestata l’aggravante del metodo mafioso per essere ricorsi, secondo l’accusa, alla banda di Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi per risolvere in maniera “extragiudiziale” dei contenziosi con i clienti. 

Pecci, in particolare, avrebbe avuto delle grane con un cliente del suo centro estetico, un ristoratore, il quale avrebbe minacciato di denunciarlo se non gli avesse pagato i danni per un intervento di epilazione a luce pulsata che gli avrebbe procurato delle ustioni.

Quando il cliente gli ha fatto scrivere da un avvocato, sarebbero intervenuti Trovato e due albanesi per convincerlo a più miti consigli, mettendo a punto anche delle azioni intimidatorie, dal pestaggio all’incendio della macchina. 

Erasmi, invece, non riuscendo a farsi dare diecimila euro da un imprenditore per un lavoro svolto, si sarebbe rivolto anche lui al boss Trovato, che gli sarebbe piombato due volte presso l’azienda invitandolo a trovare una soluzione in tempi brevi per saldare il debito.

Oggi è in programma anche l’interrogatorio di Ionel Pavel, l’unico romeno della banda, che sarebbe stato una sorta di galoppino di Rebeshi e Trovato, motivo per cui non gli è stata contestata l’aggravante dell’associazione di stampo mafioso, ma “solo” quella del metodo mafioso. 

Silvana Cortignani

 


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