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Morte di Sestina Arcuri, nonna Mirella testimone contro il nipote Andrea Landolfi

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Mirella Iezzi

Nonna Mirella Iezzi

Giallo di Ronciglione - L'avvocato della nonna, Gianluca Fontana

L’avvocato della nonna, Gianluca Fontana

Ronciglione – Giallo di Ronciglione, nonna Mirella testimone dell’accusa contro il nipote Andrea Landolfi. Si torna in aula il 25 novembre.

Riprenderà mercoledì prossimo davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone il processo a Andrea Landolfi, il pugile e operatore sociosanitario 31enne di Roma accusato di avere ucciso volontariamente la fidanzata Maria Sestina Arcuri gettandola dalle scale di casa della nonna, a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019.

A distanza di oltre un anno e mezzo, il pubblico ministero Franco Pacifici ha chiesto una proroga alle indagini sulla nonna dell’imputato. Si tratta di Mirella Iezzi, 81 anni, tra i personaggi chiave della vicenda, indagata anche lei per omissione di soccorso e per false dichiarazioni al pm, in quanto avrebbe sostenuto la versione del nipote.

Nonna Mirella ha detto agli investigatori che la caduta è stato un incidente, nonostante secondo l’accusa la donna, testimone oculare assieme al pronipote di 5 anni, fosse consapevole che la 26enne originaria di Nocara in provincia di Cosenza fosse stata lanciata di sotto da Andrea durante una lite.

Alla richiesta di proroga delle indagini su Mirella Iezzi ha fatto però opposizione l’avvocato Gianluca Fontana.

Che è anche il difensore di parte civile della Iezzi nel processo per omicidio a Landolfi, che è anche accusato di omissione di soccorso e di lesioni personali aggravate alla nonna, in quanto avrebbe colpito l’anziana, provocandole la frattura di tre costole con una prognosi superiore ai 40 giorni, per allontanarla da Sestina che nonna Mirella si sarebbe precipitata a soccorrere. 

“Siamo in attesa che venga fissata l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari – spiega Fontana- non si capisce questa richiesta di proroga, che arriva dopo un anno e mezzo. Il pm sostiene di non avere ancora chiuso le indagini. Ma se dici che ha fatto false dichiarazioni, le ha già rese. Se dici che è responsabile di abbandono di persona incapace, lo ha fatto quella notte. Il pm dice di avere bisogno di tempo, ma per indagare che cosa?”. 

Nonna Mirella, nel frattempo,  è tra i testimoni citati dal pm Franco Pacifici per l’udienza del 25  novembre.

Sono tutti familiari dell’imputato che, in quanto parenti, potranno avvalersi della facoltà di non rispondere. Lei è l’unica testimone oculare di quello che per l’accusa è stato un delitto, una caduta accidentale per la difesa. 

“Essendo indagata in procedimento connesso, Mirella Iezzi – spiega Fontana – non potrà avvalersi della facoltà di non rispondere, ma sarà sentita alla presenza del suo difensore nelle vesti di ‘testimone assistito’ e non dovrà rispondere relativamente a fatti che riguardino la sua posizione”.

Fra una settimana, sarà interessante scoprire quali domande le porrà il pubblico ministero.

Silvana Cortignani


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