Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Il Covid mette a rischio 2,6 miliardi di euro di consumi alimentari solo per la spesa del cenone della Vigilia e del pranzo di Natale. Lo afferma il Codacons, commentando le dichiarazioni odierne del premier Giuseppe Conte secondo cui “a Natale dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile”.
“La spesa alimentare legata al cenone del 24 dicembre e al pranzo del 25 vale, da sola, 2,6 miliardi di euro, senza contare le altre festività legate al Capodanno e a santo Stefano – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per imbandire le tavole gli italiani non badano a spese, e lo scorso anno i consumi alimentari legati al Natale hanno registrato un incremento del +3% rispetto al 2018”.
“L’emergenza sanitaria e le limitazioni alle feste in casa allo studio del governo rischiano tuttavia di abbattere drasticamente la spesa legata alle festività natalizie, con i consumi alimentari che potrebbero calare almeno -5% rispetto allo scorso anno, con effetti pesanti per il Made in Italy e per le imprese del settore” prosegue Rienzi.
Il Codacons ricorda infine che lo scorso anno sono stati spesi in Italia 300 milioni di euro per l’acquisto di 55 milioni di pandori e panettoni; 600 milioni di euro per spumante e vino finiti sulla tavole durante pranzo e cenone di Natale 2019, e 450 milioni di euro di prodotti ittici.
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