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Omicidio Fedeli, si decide sull’ergastolo per Pang

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Michael Aaron Pang

Michael Aaron Pang nella foto dell’annuario scolastico

Omicidio Fedeli - Michael Aaron Pang

Michael Aaron Pang ripreso dalle telecamere il giorno del delitto

Viterbo – Omicidio di Norveo Fedeli, oggi tocca alla difesa di Michael Aaron Pang, il grafico pubblicitario nato 23 anni fa in Sud Corea e cresciuto nel Kansas, i cui genitori adottivi non sono mai venuti a trovarlo in carcere in Italia dopo l’arresto.

Il padre avrebbe deciso di tagliargli i fondi pochi giorni prima del delitto. La madre, che avrebbe voluto testimoniare a favore del figlio, è rimasta bloccata negli Stati Uniti a causa del Coronavirus.

Prima della sentenza, che salvo imprevisti dovrebbe arrivare in giornata, sarà la volta degli avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi.

Sono i legali cui spetta il non facile compito di assistere il 23enne americano Michael Aaron Pang, recluso da un anno e mezzo nel carcere di Mammagialla, reo confesso dell’omicidio del commerciane 74enne viterbese il cui cadavere è stato ritrovato in una pozza di sangue nel retrobottega del suo negozio in via San Luca all’ora di pranzo di venerdì 3 maggio 2019. 

Per la procura, che gli contesta i reati di rapina e omicidio aggravato dalla crudeltà, l’imputato merita l’ergastolo. La pm Eliana Dolce, ricostruendo il feroce delitto, lo scorso 2 novembre ha chiesto anche la pena accessoria di tre mesi di isolamento diurno, senza concedere alcuna attenuante. L’avvocato di parte civile Fausto Barili, che assiste i familiari della vittima, ha invece chiesto, oltre alla condanna, anche un milione di euro di risarcimento. Non per i danni materiali, ma per la “perdita parentale”.

L’ultima parola spetta alla corte d’assise presieduta dal giudice Silvia Mattei. Quale che sia la sentenza, la difesa potrà ricorrere in appello una volta pubblicate le motivazioni alla base della decisione presa in primo grado dai sei giurati popolari e dai due giudici togati del tribunale di Viterbo. 

Pang. Un ragazzo molto religioso, che fa l’inchino quando saluta e suona il violino. Ma che davanti alla giuria popolare, alla domanda della pm che gli ha chiesto quante volte avesse colpito alla testa Fedeli con lo sgabello, ha risposto “finché non si è più mosso”. 


L’omicida reo confesso, un ex “teenager come tanti”

Nei giorni immediatamente successivi al delitto, la notizia dell’arresto di Pang è finita su tutti i maggiori media statunitensi. Dal New York Times al Washington Post, dalla Abc alla Nbc News. Passando per la Cnn. Secondo quanto riportato dai media locali americani, negli Stati Uniti, dove la legge è particolarmente restrittiva, Michael Pang era stato già condannato sei anni fa a 9 mesi di libertà vigilata, poi ridotti a sette in affidamento ai servizi sociali, per possesso e consumo di alcolici da parte di minore. Era il mese di luglio del 2014 e aveva 17 anni. La notizia è stata riportata online, tra gli altri, dal Kansas City Star. E anche da 41 Action News Kansas City. 

Incensurato, ha estinto il reato con la messa alla prova, come succede anche in Italia, con l’obiettivo di evitare a chi ha commesso un errore in gioventù di pagarne le spese per tutta la vita.

“Un teenager come tanti, con qualche difficoltà”, ha detto di lui in un’intervista l’avvocato Neal Fowles, che lo ha assistito all’epoca. Ai tempi della condanna, Pang frequentava ancora le scuole superiori. All’alba del 26 luglio 2014 – a Overland Park, la città di circa 180mila abitanti in cui viveva e frequentava all’epoca ancora le scuole superiori – si schiantò contro un albero mentre era alla guida di una Toyota Camry e nell’incidente per poco non sarebbe morto l’amico che era con lui in macchina. Il giovane riportò gravi ferite alla testa e anche danni ai reni. Ci sarebbe quindi stata un’azione legale da parte della famiglia contro Pang e per negligenza anche nei confronti dei genitori, che sarebbe però stata respinta dal giudice perché presentata dopo la scadenza dei termini. 

Silvana Cortignani


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