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Massacrato di botte e morto d’infarto, è confronto tra medici legali

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Angelo Gianlorenzo

La vittima Angelo Gianlorenzo

Tuscania - Omicidio Angelo Gianlorenzo - Aldo Sassara sul motorino mentre torna dalla campagna

L’imputato Aldo Sassara sul motorino mentre torna dalla campagna

Tuscania – Omicidio Angelo Gianlorenzo – I Ris in località San Savino

I Ris in località San Savino

Tuscania – (sil.co.) – Omicidio di Angelo Gianlorenzo, medici legali a confronto sulle cause della morte. Per accusa e parti civili è stata l’aggressione. La difesa: “Era cardiopatico”. 

A processo davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Maria Rosaria Covelli, con l’accusa di omicidio volontario,  il cognato 76enne della vittima, Aldo Sassara, che secondo la procura, la mattina del 14 agosto 2016, avrebbe massacrato di botte nelle campagne di Tuscania, in località San Savino, l’agricoltore 83enne il cui cadavere è stato trovato a terra in una pozza di sangue rappreso a causa del caldo torrido di quel giorno.

Su richiesta delle parti civli e del pm Massimiliano Siddi, oggi saranno riascoltati i medici legali di parte a causa delle discordanze relative alle cause della morte emerse dalle rispettive relazioni sull’autopsia a Gianlorenzo. Sono la professoressa Mariarosaria Aromatario per la procura, il dottor Pierluigi Farina per la difesa e il dottor Fabio Ricci per i familiari della vittima assistiti dagli avvocati Giovanni Bartoletti, Corrado Cocchi e Francesco Bergamini.

Angelo Gianlorenzo aveva il collo e la schiena spezzati e tutte le costole rotte, ma è morto d’infarto. La morte per infarto è l’unico punto su cui sono d’accordo tutti i periti. Su cosa abbia scatenato l’attacco cardiaco invece è scontro.

Per la difesa dell’imputato, a differenza di procura e parti civili, non sono stati i colpi alla testa, le due fratture vertebrali e le costole fratturate a provocarlo. “Gli era stata sostituita una valvola aortica, era cardiopatico e assumeva sicuramente l’aspirinetta che fluidifica il sangue e aumenta il rischio di emorragie”, sostengono gli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Danilo Scalabrelli.

Un compito non facile quello eseguito dalla dottoressa Aromatario il 17 agosto, tre giorni dopo il ritrovamento del corpo massacrato della vittima, rimasto fino al tardo pomeriggio sul luogo del delitto, sotto il sole e il caldo torrido, in attesa che, nella giornata prefestiva, venisse rintracciato un medico di turno per l’esame esterno. “Il cadavere era in stato di putrefazione”, ha spiegato il medico legale, secondo la quale è stato “il fenomeno nel suo complesso” a provocare la morte per infarto di Gianlorenzo. “Traumatismi così grandi – ha detto – si trovano di solito in caso di precipitazioni o investimenti”.


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