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Omicidio di Norveo Fedeli, oggi l’accusa decide se chiedere l’ergastolo per Michael Pang

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Norveo Fedeli

Norveo Fedeli

Michael Aaron Pang

Michael Aaron Pang

Viterbo - La pm Eliana Dolce

La pm Eliana Dolce

Viterbo – (sil.co.) – Omicidio di Norveo Fedeli, oggi l’accusa decide se chiedere l’ergastolo per Michael Pang.

Una richiesta probabile, considerato che è stata la stessa pm Eliana Dolce, nel corso del processo, su richiesta del difensore di parte civile dei familiari della vittima, Fausto Barili, a contestare l’ulteriore aggravante della crudeltà all’imputato davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Silvia Mattei.

Michael Pang, accusato anche di rapina, ha massacrato la vittima colpendola alla testa a sgabellate  finché lo sgabello non si è rotto. Poi ha ripreso il cadavere col telefonino mentre se ne andava via ripreso dalle telecamere con una scarpa coperta da una busta di plastica per nascondere il sangue di cui era intrisa. 

Fedeli è il commerciante viterbese barbaramente ucciso nel suo negozio d’abbigliamento di via San Luca il 3 maggio 2019, quando il suo corpo senza vita è stato trovato in una pozza di sangue poco dopo l’una, facendo scattare immediatamente l’allarme e gli inutili soccorsi. Il killer è stato catturato meno di 24 ore dopo nel bed&breakfast di Capidimonte dove alloggiava da qualche mese. 

Un’aggravante quella della crudeltà che, se riconosciuta, conduce direttamente al fine pena mai. Una richiesta probabile quella dell’ergastolo da parte della procura. Ma non scontata, visto che nelle successive udienze, come previsto dal codice di procedura penale, sono filati i testimoni della difesa, che a loro volta potrebbero avere portato elementi nuovi al processo, l’ultimo dei quali in programma stamattina prima dell’inizio della discussione. 

E’ il kebabbaro pakistano con cui Pang sarebbe stato in affari, che dovrebbe riferire sulla effettiva disponibilità di denaro da parte dell’imputato, il quale non avrebbe avuto motivo secondo la difesa per effettuare una rapina, l’ulteriore reato di cui è accusato per essersi allontanato dalla scena del crimine con una busta contenente circa 500-600 euro di capi d’abbigliamento, gli stessi che avrebbe tentato inutilmente per tre giorni di pagare con le carte, tra il 30 aprile e il 3 maggio 2019. 

Covid permettendo, il processo si chiuderà il 16 novembre, quando la parola passerà ai difensori del 23enne americano, gli avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi. Salvo imprevisti, sarà anche il giorno della sentenza. 


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