Seul – La Corea del Sud registra 583 nuovi casi di Coronavirus nelle ultime 24 ore ed entra nell’incubo della terza ondata. Quella sudcoreana potrebbe sembrare una cifra modesta se paragonata ai numeri europei, ma per Seul la situazione è tutt’altro che tranquilla. Ieri i contagi hanno infatti superato il tetto delle 500 unità per la prima volta da marzo.
Dall’inizio della pandemia, la Corea del Sud ha registrato 32mila 318 casi e 515 decessi da Coronavirus. La prima ondata si è abbattuta sulla parte meridionale della penisola coreana nella seconda metà di febbraio e ha raggiunto il picco il 29 di quel mese quando sono stati registrati 813 casi, il dato più alto in Corea del Sud da quando è iniziata la pandemia. La reazione del governo alla prima ondata è stata però repentina ed efficiente. Grazie a un’importante politica dei tamponi e un rigoroso sistema di tracciamento, Seul è riuscita a frenare il virus in una fase iniziale. Già dai primi giorni di marzo, i contagi hanno cominciato progressivamente a calare.
I dati Covid-19 in Corea del Sud diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità
Dopo 4 mesi di relativa tranquillità, il Coronavirus è tornato a colpire la Corea del Sud ad agosto, anche se durante la seconda ondata non sono mai stati superati i 500 contagi giornalieri. Il governo ha risposto introducendo delle misure restrittive che hanno permesso di tenere sotto controllo la curva epidemiologica.
Ora, però, Seul deve fare i conti con la terza ondata. Come mostrano i dati ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità, negli ultimi sette giorni i contagi nella Corea del Sud sono aumentati del 55,61% e i nuovi positivi di ieri sono 583. A differenza delle prime due ondate, che avevano avuto origine all’interno di gruppi religiosi circoscritti, la terza sembra riguardare gruppi sociali più eterogenei e sarebbe dunque di più difficile tracciamento rispetto alle precedenti. “Ci troviamo adesso in una situazione in cui possono verificarsi focolai in qualsiasi luogo in cui viviamo – ha affermato il ministro della salute Park Neung-hoo -. Con la terza ondata di infezioni che aumenta di dimensioni e ritmo, dobbiamo seguire rigorosamente le regole di distanziamento sociale”.
I dati Covid-19 in Corea del Sud diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità
È dall’8 novembre che i contagi giornalieri nel paese non scendono sotto le tre cifre e l’aumento dei casi si registra in tutte le 17 principali città e province sudcoreane. Per affrontare la situazione, le autorità hanno alzato l’allerta al livello 2 nell’area metropolitana di Seoul, la più popolosa e colpita dal virus. Da martedì sono infatti in vigore alcune restrizioni più severe per il distanziamento sociale. Ma non solo Seul. Anche altre città e comuni sudcoreani stanno applicando regole di distanziamento più severe a seconda della loro situazione virale. Inoltre, come riporta l’agenzia di stampa coreana Yonhap News Agency, non si esclude che le autorità sanitarie possano spingere per far adottare regole di distanziamento sociale più severe a livello nazionale.
Edoardo Venditti


