Orte – “Sono asintomatico e ho deciso di fare un tampone di controllo per rispetto dei miei assistiti, perché nessuno mi aveva mai chiesto di farlo. Se non avessi avuto questo scrupolo, avrei rischiato d’infettare centinaia di famiglie”. Aldo Madonna, medico di famiglia e odontoiatra a Orte, ha commentato così la notizia della sua positività al Coronavirus, resa nota nel pomeriggio di ieri.
“In qualità del mio ruolo di medico, nonché dirigente sportivo col Volley club Orte, ho ritenuto opportuno informare tempestivamente la cittadinanza della mia positività al Covid-19, di cui ho appreso ieri pomeriggio dopo aver effettuato il tampone domenica” esordisce Madonna.
Innanzitutto, come sta?
“Fortunatamente in questo momento sono asintomatico, ho già iniziato l’isolamento e ho provveduto a far sanificare i miei studi medici, dove spero di tornare presto. Ringrazio le tante persone che in queste ore mi hanno contattato per farmi gli auguri”.
Come ha scoperto di avere il virus?
“Negli ultimi giorni ho avuto contatti con dei pazienti che avevano storie di positività e ho pensato che fosse il caso di sottopormi a un controllo, pur non avendo alcun sintomo. Ho fatto bene, purtroppo. Nella cattiva notizia di contratto il virus, sono comunque contento di aver messo al sicuro i miei assistiti grazie a questo scrupolo. Voglio precisare che lo scorso 21 ottobre avevo effettuato il test sierologico con la mia società di pallavolo, con esito negativo, per cui il contagio è sicuramente recente. Ma c’è una cosa che non mi va giù”.
Quale?
“Non ritengo giusto che tutto questo sia avvenuto solo grazie a una mia iniziativa personale. Noi medici di famiglia ogni giorno siamo esposti al rischio di entrare in contatto con pazienti positivi al Covid. Allo stesso tempo, noi potremmo fare inconsapevolmente da veicolo di trasmissione del virus. Io stesso ne sono un esempio: se non avessi fatto il tampone, avrei continuato tranquillamente a lavorare, visto che stavo bene, e avrei rischiato di contagiare centinaia di famiglie. Possibile che da febbraio a oggi nessuno mi abbia mai contattato per chiedere di fare un tampone?”.
La sua è una richiesta di maggiore assistenza?
“Sì, di assistenza e di vicinanza concreta. Tanti medici di base hanno pagato sulla loro pelle lo scotto di questa pandemia, alcuni addirittura con la vita. E in questi mesi d’emergenza non sto percependo la giusta tutela nei confronti della nostra categoria”.
Secondo lei ci sarebbero soluzioni pratiche e veloci per migliorare la situazione?
“La mia proposta è un tampone al mese per tutti i medici di famiglia, in modo da tenere sempre monitorata la situazione. Tracciare gli asintomatici è difficile, ma è l’unico modo che esiste per fermare il contagio. Inoltre noi siamo la prima linea del fronte: più funziona la medicina di territorio, meno gente va al pronto soccorso”.
Alessandro Castellani
