Canberra – Mentre l’Italia si tinge di rosso, arancione e giallo, l’Australia sembra aver avuto la meglio sul Coronavirus. Sta a più di 14mila chilometri di distanza, ma fa ben sperare per il futuro sapere che esiste un angolo di mondo dove le serrande dei negozi sono alzate e la vita è tornata quasi alla normalità.
I contagi nella terra dei canguri sono ormai al minimo. Basti pensare che nelle ultime 24 ore sono stati registrati solamente 10 nuovi positivi, come riferisce il sito del governo per il monitoraggio del Coronavirus.
Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, la città di Melbourne nello stato di Victoria, è stata la più colpita dal virus. È qui, infatti, che si è registrato quasi il 90 per cento delle vittime australiane di Coronavirus. Per far fronte a questa situazione, le autorità del paese hanno imposto a luglio in quest’area uno dei lockdown più lunghi e duri che il mondo abbia visto in questi mesi.
I dati ufficiali sul Coronavirus in Australia aggiornati al 10 novembre
Nella prima fase del lockdown, i cittadini di Melbourne potevano lasciare le proprie abitazioni solamente per comprare beni di prima necessità, lavorare, studiare, andare dal medico e fare esercizio fisico. I casi hanno raggiunto il picco a fine luglio, quando si registravano circa 700 positivi al giorno. Poi le restrizioni e la collaborazione della popolazione hanno cominciato a dare i primi risultati positivi. Già ad agosto la curva epidemiologica del paese si era notevolmente abbassata, a settembre i casi giornalieri erano tornati alla soglia del 100.
Da lì i primi graduali allentamenti fino al 28 ottobre, quando dopo 112 giorni si è concluso uno dei lockdown più lunghi del mondo. Ma riapertura non significa abbassare la guardia. Rimangono comunque in vigore alcune misure come il limite massimo di persone nei bar, ristoranti e negozi al dettaglio. Al momento i contagi nello stato di Victoria sono al minino, tanto che il governatore Daniel Andrews ha affermato, come riporta il “The Australian”, che ci sono buone possibilità che il Natale venga festeggiato in condizioni di quasi normalità.
Le restrizioni imposte per fronteggiare la pandemia hanno dato i risultati sperati, ma allo stesso tempo hanno finito inevitabilmente per impattare pesantemente sull’economia del paese, già di per sé, come tutte, colpita dal Covid-19. L’economia australiana ha subito infatti una contrazione record nel secondo trimestre dell’anno con il pil crollato del 7%. Per la prima volta dal 1991, l’Australia è entrata in recessione.
Edoardo Venditti

