Viterbo – (sil.co.) – “Ti sparo in bocca”, avrebbero urlato al barista e poi giù botte, in tre davanti al giudice Giacomo Autizi per minacce, danneggiamento e lesioni aggravate in concorso. E’ successo l’estate dell’anno scorso, alla vigilia di ferragosto, in un locale di Montefiascone gestito da un cinquantenne.
Uniti da legami di parentela, sono un 54enne originario di Napoli ma residente a Bolsena, con recidiva reiterata specifica infraquinquennale, un 31enne anche lui originario di Napoli ma residente a Milano e un 38enne di Torre del Greco residente a Ponte Cagnano, in provincia di Salerno.
Vittima della feroce aggressione il titolare di un locale sulla Verentana, che non si è costituito parte civile al processo.
Gli imputati, difesi dagli avvocati Paolo Delle Monache e Daniela Damiano del foro di Milano, avrebbero portato con sé anche un minore, un diciassettenne pure lui di Napoli, che avrebbe preso parte a sua volta alla “spedizione punitiva” contro il titolare di un pubblico esercizio di Montefiascone.
Era il 13 agosto dell’anno scorso quando il quartetto si sarebbe presentato nel locale, dando in escandescenze e minacciando il barista con frasi come “ti sparo in bocca”, “ti brucio il bar”, “sei finito”, ammazziamo te e tutta la tua famiglia”. Lo avrebbero quindi aggredito procurandogli lesioni giudicate guaribili in cinque giorni da sanitari del pronto soccorso, mettendo a soqquadro il locale, motivo per cui sono accusati anche di danneggiamento.
La gravità delle minacce è stata sottolineata ieri dal pm che ha chiesto l’inserimento delle frasi pronunciate dagli indagati all’interno del capo d’imputazione, che dovrà quindi essere nuovamente notificato al terzetto.
Si torna in aula il 22 febbraio per l’ammissione delle prove. Sarà poi il processo a chiarire il movente e le responsabilità di ciascuno nell’ambito della vicenda.
