Washington – Come annunciata, entra nel vivo l’azione legale di Donald Trump, sconfitto alle presidenziali americane 2020. Dopo le denunce via Twitter, in cui ha rivolto accuse allo sfidante dem e agli avversari per aver rubato i voti e alterato il risultato delle elezioni, il tycoon starebbe passando ai fatti.
Stando a quanto riferisce l’Associated press, Trump avrebbe intentato una causa contro il segretario di stato della Pennsylvania, Kathy Boockvar, affermando che, come si legge sul sito di Apnews, “gli elettori democratici registrati sono stati trattati in modo più favorevole rispetto agli elettori repubblicani”. Trump, per questo, avrebbe rifiutato di concedere la vittoria a Joe Biden.
Lo stato della Pennsylvania, con i suoi 20 grandi elettori da assegnare, lo scorso 8 novembre, ha permesso a Biden di diventare il 46esimo presidente degli Stati Uniti d’America, portandolo a quota 284 grandi elettori, ben al di sopra dei 270 necessari per sedersi alla Casa Bianca. Ma, come ha poi sottolineato il consigliere generale della campagna Trump, Matthew Morgan, in una conferenza stampa a Washington, “Le elezioni non sono ancora finite”. E Trump si starebbe preparando ad arrivare fino alla Corte suprema. “Se si vincono i voti legali, ho vinto io” ha più volto ripetuto il tycoon.
Sempre a quanto riporta l’Associated press, il ministro della giustizia americano William Barr avrebbe inoltre autorizzato il dipartimento di giustizia a indagare su “accuse rilevanti” di frode elettorale. Le indagini, ha affermato Barr, possono essere avviate “se ci sono accuse di irregolarità chiare e apparentemente credibili. Irregolarità che, se riscontrate realmente, potrebbero potenzialmente impattare sul risultato elettorale di un singolo stato”.
