Messina – Viviana caduta dal traliccio. Esclusa l’aggressione a lei e al figlio Gioele da parte di cani o persone che, quel 3 agosto, erano nel bosco di Caronia (Messina).
Con molta fatica e a quasi tre mesi dalla tragedia, si cominciano a delineare i contorni del giallo di questa madre 43enne e del suo bambino di 4 anni, spariti in piena estate, dopo un viaggio di un centinaio di chilometri in macchina.
Partivano da Venetico, sono arrivati a Caronia. La destinazione resta ignota, ma è possibile che Viviana Parisi fosse diretta con Gioele a Motta d’Affermo, sempre nel Messinese, dove si trova la Piramide della luce, un’opera d’arte mistica. Quel che è appurato, al momento, è che questa giovane madre stesse attraversando un momento difficile.
La mattina del 3 agosto è uscita con Gioele dicendo che andavano a comprare un paio di scarpe. Invece, il lungo tragitto in macchina, finché non hanno avuto un lieve incidente sull’autostrada Messina – Palermo. Subito dopo, Viviana scavalca il guardrail col figlio e si perde nei boschi. I corpi vengono trovati l’8 e il 19 agosto.
“Ora possiamo escludere che Viviana e Gioele siano stati aggrediti da animali o da qualche persona – ha dichiarato, intervistato dal Corriere della Sera il procuratore capo di Patti (Messina), Angelo Cavallo -. Per la signora la morte è compatibile con il volo dal traliccio; quanto al bambino sarà più difficile arrivare a una conclusione, possiamo solo procedere scartando delle ipotesi, come quelle riconducibili a terze persone e a cani feroci”. In sostanza, vuol dire scartare la tesi sostenuta finora dai familiari di madre e figlio, che non vogliono credere a un omicidio-suicidio.
Il procuratore capo parla in base alle ipotesi che si possono fare dopo che, sulla sua scrivania, sono arrivate le relazioni dei consulenti, chiamati a ricostruire gli ultimi istanti di Viviana e Gioele. In base ai pareri degli esperti consultati, la procura sostiene che per Viviana ci sia una compatibilità con la caduta dall’alto: questo spiegherebbe anche perché è stata trovata sotto un traliccio. Sul suo corpo non ci sono segni di lesioni, né di morsi di animale. Il che spinge fortemente nella direzione del suicidio.
Per Gioele è più difficile capire cosa sia successo. Gli inquirenti vanno per esclusione. La tac sul piccolo ha escluso traumi importanti e in macchina non c’era sangue: per chi coordina le indagini il bambino è uscito vivo e senza ferite gravi dall’auto. Su cosa è successo dopo è ancora mistero: “Non lo sapremo mai con certezza”, conclude il procuratore capo.
