Roma – “La situazione in tutta Europa è seria, le decisioni che abbiamo preso sono state difficili: persino lasciare le primarie e le secondarie di primo grado aperte nelle zone rosse non è stato semplice. Per quanto mi riguarda potrò sentirmi sollevata soltanto quando tutti i miei studenti potranno tornare in classe”.
La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, intervistata dal Corriere della Sera, commenta così la decisione del governo di chiudere le scuole superiori in tutta Italia, non azzardando pronostici sulla futura riapertura.
“Siamo al lavoro per limitare i disagi – chiarisce ancora la ministra -. Nelle zone rosse ci sono molte limitazioni per tutti, ma le scuole restano aperte fino alla prima secondaria di primo grado. Abbiamo pensato di garantire i bambini che hanno cominciato la nuova scuola, che sono passati dalla maestra ai professori. Tenere aperte le scuole nelle zone rosse è stato un risultato notevole”.
Da domani, venerdì 6 novembre, data in cui entrerà in vigore il nuovo dpcm firmato da Conte, 2 milioni e mezzo di studenti delle scuole superiori faranno lezione da casa. Nelle zone rosse, si aggiungeranno anche i ragazzi e le ragazze dalla seconda media, che seguiranno la didattica a distanza.
Poi il pensiero andrà al prossimo 4 dicembre, scadenza del decreto del consiglio dei ministri in vigore. “Non faccio pronostici” ha proseguito la ministra, aggiungendo di stare al “lavoro per limitare i disagi”. “Ho scritto agli uffici scolastici regionali – ha concluso – chiedendo di continuare il lavoro di quest’estate con gli assessori per trovare soluzioni per i mezzi di trasporto”.
