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Zone gialle, arancioni e rosse: cosa è permesso e cosa è vietato

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Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

Viterbo – L’ultimo dpcm ha introdotto nuove restrizioni, alcune valide a livello nazionale, altre a livello regionale a seconda del pericolo di contagio.

Il Lazio al momento è inserito tra le regioni gialle, quelle con le limitazioni meno severe, ma lo scenario potrebbe cambiare. 

Ogni due settimane il ministero della Salute, in base all’andamento della curva epidemiologica, può “cambiare colore” alle regioni, sia che la situazione migliori o peggiori.
 
Ecco, in sintesi, cosa si può fare e cosa non si può fare nelle tre fasce: gialla, arancione e rossa.  


Restrizioni nelle regioni gialle

Nelle regioni gialle valgono soltanto le restrizioni minime, in vigore su tutto il territorio nazionale: centri commerciali chiusi nel weekend, coprifuoco, capienza dei mezzi pubblici ristretta del 50%, didattica a distanza per le scuole superiori e stop a cinema, teatri, palestre, piscine, sale gioco, bingo, parchi di divertimento.

Il coprifuoco consiste nel divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5, eccetto motivi di lavoro, salute, necessità. Se si esce, va compilata e portata con se un’autocertificazione. Se non la si possiede e si viene sottoposti a controllo, le forze dell’ordine hanno copie dei moduli, che possono essere compilati e firmati anche in loro presenza, come durante il lockdown.
 
Dalle 5 alle 22 non è vietato uscire di casa ma è fortemente raccomandato non farlo, né con mezzi propri né con mezzi pubblici, salvo che per lavoro, salute, necessità. È un nodo critico dell’ultimo dpcm, lo si è visto lo scorso weekend assolato: molti ne hanno approfittato per andare al ristorante, passeggiare nei centri storici, distendersi in spiaggia.

Salvo che non si creino assembramenti, nessuno potrà fare multe: il motivo sta proprio nel fatto che non c’è un obbligo di restare in casa ma solo una forte raccomandazione.

In sostanza si lascia ai cittadini la responsabilità e libertà di scelta sui propri spostamenti, contando sul fatto che eviteranno quelli superflui. Lo spettro di un lockdown, visto che è sempre possibile diventare regione rossa, dovrebbe fungere da deterrente.
 
Ci si può spostare liberamente in altri comuni o in altre regioni gialle; nelle regioni arancioni o rosse soltanto per motivi di lavoro, salute, necessità. Attraversare regioni arancioni e rosse è sempre consentito per raggiungerne una gialla.
 
Bar e ristoranti sono aperti fino alle 18, diversamente dalle regioni arancioni e rosse. Pranzare fuori si può; cenare no, ma si può prendere cibo da asporto fino alle 22 o farselo consegnare a domicilio a qualunque ora.

Si può fare sport e attività motoria da soli o con altri, purché a distanza. 


 

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Restrizioni nelle regioni arancioni

Alle regioni arancioni si applicano i divieti già visti per le regioni gialle più alcune limitazioni specifiche. Questi divieti in più sono dovuti al fatto che queste regioni sono inserite in uno “scenario di tipo 3”, che coincide con un rischio alto.
 
Non si può uscire dal proprio comune di residenza, né dalla propria regione (salvo che per i soliti motivi di lavoro, salute e necessità, che vanno giustificati con autocertificazione).

L’attività sportiva e motoria è permessa, ma solo entro i confini del proprio comune.
 
Non si può andare né al bar, né al ristorante o in pasticceria, gelateria, pub: sono chiusi al pubblico. È permessa la consegna a domicilio (a qualunque ora) oppure l’asporto, fino alle 22.
 


Restrizioni nelle regioni rosse

Rientrano nello “scenario di tipo 4”, quello dove il pericolo di contagio è massimo perché il virus sta circolando più velocemente sul territorio. Sono praticamente in lockdown e valgono, per loro, tutte le limitazioni precedenti, applicabili alle regioni gialle e arancioni.
 
È vietato non solo spostarsi dalla propria regione e dal proprio comune (salvo i soliti motivi di lavoro, salute, necessità) ma anche uscire di casa (se non per lavoro, salute, necessità). L’autocertificazione, perciò, serve sempre, ogni volta che si lascia la propria abitazione. 
 
Oltre a bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie e pub (permessi consegna a domicilio e asporto), sono chiusi tutti i negozi che non vendono generi di prima necessità e anche i centri estetici. In pratica restano aperti solo supermercati, edicole, tabaccai, farmacie, parrucchieri e barbieri. 
 
L’attività sportiva e motoria si può svolgere solo vicino casa. Didattica a distanza alle superiori, ma anche per le classi di seconda e terza media.


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