Viterbo – (p.c.) – Il 4 dicembre di 770 anni fa, nel giorno dell’antivigilia della festa di San Nicola dell’anno 1250, Santa Rosa veniva esiliata dalla città di Viterbo. Un’espulsione forzata che ha avuto il valore di una condanna a morte per quella ragazza diciassettenne affetta da agenesia congenita dello sterno.
Il 6 marzo successivo, infatti, morì nella sua città dopo aver soggiornato prima a Soriano nel Cimino e poi a Vitorchiano.
Da 16 anni l’Associazione culturale Take Off, per ricordare questo evento, rievoca il cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa attraverso un itinerario naturalistico – religioso di rara bellezza tra boschi, sorgenti e castelli medioevali.
“Arrivata alla sua 16esima edizione – afferma Silvio Cappelli presidente della Take off – quest’anno la camminata sulle vie dell’esilio di Santa Rosa non verrà replicata nella ricorrenza della data in cui la Santa venne esiliata nel dicembre del 1250.
La decisione, seppur presa in seguito al successo ottenuto a settembre, è stata responsabilmente e consapevolmente ponderata dalla nostra associazione nel rispetto della particolare situazione di difficoltà dovuta al rischio di contagio da Covid-19 e alla pandemia in atto. Il virus viaggia e si diffonde attraverso i contatti tra le persone e per questo abbiamo preferito non rischiare.
Una decisione di rinvio presa, tra gli altri, in accordo con i Cavalieri del Soccorso Città di Viterbo, nostri accompagnatori storici, e con Massimo Mecarini presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa e anche vicepresidente della Gramas – Rete delle grandi macchine a spalla che ogni anno patrocinano la manifestazione.
Quest’anno ognuno di noi, nel proprio intimo, con un pensiero e una preghiera per i tanti ricoverati in terapia intensiva, potrà ripercorrere idealmente le vie dell’esilio, come fece la nostra Santa Patrona, oggi come ieri, scontando una pena grave molto diffusa nel mondo medioevale ma anche attuale se si pensa alle tante persone che nel mondo, ancora oggi, vivono il disagio dell’emarginazione sociale, della povertà e del distacco dagli affetti e dai paesi di origine”.




